Assumere lavoratori stranieri nel 2026: Decreto Flussi, permesso di soggiorno e obblighi del datore passo per passo
Ogni anno migliaia di aziende italiane hanno bisogno di manodopera che non trovano sul mercato interno. Il Decreto Flussi è la via legale per assumerla dall’estero — ma la procedura è complessa, con scadenze precise e conseguenze severe per chi sbaglia. Questa guida spiega l’iter completo dal punto di vista del datore di lavoro.
Il quadro 2026: 164.850 quote disponibili
Il DPCM del 2 ottobre 2025 fissa le regole per i prossimi tre anni. Per il 2026 sono previsti 164.850 ingressi autorizzati, suddivisi tra lavoro stagionale (88.000), lavoro subordinato non stagionale (76.200) e lavoro autonomo (650).
La richiesta di nulla osta potrà essere presentata per lavoratori provenienti da Paesi che hanno firmato accordi di cooperazione con l’Italia: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina e molti altri Paesi di Asia, Africa ed Europa orientale.
Cittadini UE vs extra-UE: la distinzione fondamentale
Cittadini UE (inclusi romeni, polacchi, tedeschi, ecc.): accesso libero al mercato del lavoro italiano. Assunzione identica a quella di un lavoratore italiano — nessun nulla osta, nessun click day, nessuna quota. Si assume e si comunica al CPI come di consueto.
Cittadini extra-UE residenti all’estero: richiedono il Decreto Flussi, il nulla osta e il visto. È la procedura descritta in questa guida.
Cittadini extra-UE già in Italia con permesso di soggiorno valido: se il permesso consente il lavoro dipendente, si assume come un lavoratore normale. Verifica solo che il permesso sia in corso di validità e che la tipologia di permesso consenta il lavoro.
Passo 1 — Verifica l’indisponibilità al Centro per l’Impiego
Prima di presentare la domanda di nulla osta, il datore di lavoro deve recarsi al Centro per l’Impiego e certificare che in Italia non esistano lavoratori già disponibili per quella specifica mansione.
Il CPI ha 15 giorni lavorativi per rispondere. Se non risponde, o se i candidati proposti non sono idonei, il datore può procedere con la domanda di nulla osta.
Documentazione da portare al CPI:
- Descrizione precisa della mansione e del profilo richiesto
- Tipo di contratto e retribuzione prevista
- Eventuali requisiti specifici (patenti, certificazioni, esperienza)
Passo 2 — L’asseverazione: novità obbligatoria del 2026
L’asseverazione è obbligatoria. Un professionista abilitato o un’associazione di categoria deve rilasciare un documento che certifica il rispetto dei requisiti contrattuali, dal salario alla durata del rapporto. Non più autocertificazioni generiche, ma garanzie concrete.
Il documento di asseverazione dovrà essere rilasciato da professionisti o dalle associazioni di categoria, e certifica il rispetto dei presupposti contrattuali richiesti dalla normativa vigente ai fini dell’assunzione di lavoratori stranieri.
Chi rilascia l’asseverazione: consulenti del lavoro, avvocati abilitati, associazioni datoriali accreditate (Confindustria, Confcommercio, CNA, Confartigianato).
Passo 3 — I requisiti reddituali del datore
Requisito reddituale del datore di lavoro/azienda: 30.000 euro di reddito imponibile o di fatturato risultanti dall’ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di esercizio precedente.
Per l’assistenza familiare, la soglia è più bassa: il datore di lavoro dovrà inoltre dimostrare una capacità reddituale minima di 20.000 euro (se single) o 27.000 euro (se con famiglia). Sono esentati da tale requisito i datori affetti da disabilità o patologie che necessitano di assistenza personale.
Passo 4 — La precompilazione e il click day
La procedura si articola in due fasi. Le domande si presentano in due fasi distinte. La prima, quella della precompilazione, si è chiusa il 7 dicembre 2025. Durante questo periodo i datori di lavoro hanno potuto accedere al Portale ALI del Ministero dell’Interno, inserire i dati del lavoratore e ottenere il codice necessario per partecipare ai click day.
Per il 2026, a partire dal giorno dopo ciascun click day, sarà possibile compilare nuove domande e inviarle fino al 31 dicembre 2026.
Attenzione agli errori di battitura: nella fretta di compilare le domande, anche a causa dei nomi spesso difficili dei lavoratori stranieri, si commettano errori di battitura che vengono riportati nel nulla osta. Il Consolato può rilasciare il visto solo quando il nulla osta decreto flussi coincide con i dati riportati sul passaporto del lavoratore.
Passo 5 — Dopo il nulla osta: conferma entro 7 giorni
In caso di ottenimento della quota, al datore di lavoro verrà richiesta un’ulteriore conferma di volontà di assunzione del lavoratore entro 7 giorni dalla comunicazione di conclusione degli accertamenti, ai fini del rilascio del visto di ingresso al lavoratore.
Se il datore non conferma entro 7 giorni, il nulla osta decade. La quota viene persa.
Passo 6 — L’ingresso in Italia e il contratto di soggiorno
Una volta ottenuto il visto e entrato in Italia, il lavoratore che ha fatto ingresso in Italia dopo il rilascio del nulla osta e del visto può svolgere immediatamente attività lavorativa, senza attendere la stipula del contratto di soggiorno.
Quando il lavoratore avrà fatto ingresso in Italia, entro 8 giorni, il datore di lavoro dovrà inviare allo Sportello Unico della Prefettura il contratto di soggiorno firmato digitalmente dal datore stesso mentre il lavoratore potrà firmare con firma autografa.
Il permesso di soggiorno: come funziona durante l’attesa
Per l’impiego regolare del cittadino straniero anche nelle more del rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno, basta la ricevuta della domanda.
Questo risolve uno dei problemi più frequenti: il lavoratore con permesso in scadenza che aspetta il rinnovo. Con la ricevuta in mano, può continuare a lavorare legalmente.
Nuova Direttiva UE sul permesso unico: con il recepimento nazionale, la procedura unica per richiedere un titolo che consente al cittadino di Paesi terzi di soggiornare e lavorare regolarmente dovrà chiudersi entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza. Questo riduce significativamente i tempi rispetto al passato.
I vincoli del lavoratore nel primo anno
Questi lavoratori stranieri nei primi 12 mesi potranno esercitare esclusivamente l’attività lavorativa per cui sono stati assunti e richiedere un’autorizzazione all’Ispettorato del Lavoro in caso di necessità di cambiare datore di lavoro.
Cosa significa per il datore: se assumi un lavoratore tramite Decreto Flussi e dopo 6 mesi vuole andare altrove, non può farlo liberamente per altri 6 mesi senza autorizzazione ITL. Non è una garanzia di fedeltà — ma riduce il rischio di perdere la risorsa appena formata.
I settori con quote specifiche per l’assistenza familiare
Sono previste 13.600 quote per il settore dell’assistenza familiare, ovvero collaboratori e assistenti familiari, aperte a tutte le nazionalità. La retribuzione prevista deve essere conforme al CCNL del lavoro domestico e comunque non inferiore a 538,69 euro mensili.
Per chi cerca badanti o assistenti familiari tramite il Decreto Flussi, esiste un canale dedicato con requisiti diversi da quelli del lavoro subordinato ordinario.
Le sanzioni per assunzione irregolare
Chi assume uno straniero senza permesso di soggiorno valido o senza seguire la procedura del Decreto Flussi rischia:
- Sanzione amministrativa: da 5.000 a 10.000 euro per ogni lavoratore irregolare
- Responsabilità penale se l’irregolarità è sistematica o con sfruttamento
- Esclusione dai benefici contributivi per 5 anni
Domande frequenti
Ho un lavoratore straniero con permesso di soggiorno scaduto ma con ricevuta di rinnovo. Posso tenerlo al lavoro? Sì — per l’impiego regolare del cittadino straniero anche nelle more del rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno, basta la ricevuta della domanda. Conserva copia della ricevuta nel fascicolo del dipendente.
Ho perso il click day 2026. Posso ancora assumere lavoratori stranieri quest’anno? A partire dal giorno dopo ciascun click day, sarà possibile compilare nuove domande e inviarle fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento delle quote. Le quote residue possono ancora essere disponibili — verifica sul portale ALI del Ministero dell’Interno.
Fonti: DPCM 2 ottobre 2025 (Decreto Flussi 2026-2028), D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), Legge 179/2025, portale ALI Ministero dell’Interno, Direttiva UE 2024/1233. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.