Calcolatore forfettario 2026: tasse, contributi INPS e utile netto della tua P.IVA

Il regime forfettario è il regime fiscale più vantaggioso disponibile in Italia per le partite IVA con ricavi sotto 85.000 euro. Al posto dell’IRPEF ordinaria (23-43%) paghi un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni di attività o del 15% a regime — senza IVA, senza ritenuta d’acconto, con contabilità semplificata.

Questo calcolatore mostra il tuo utile netto reale dopo tasse e contributi INPS — e lo confronta automaticamente con il regime ordinario per quantificare il risparmio.

Cosa ti serve: il fatturato annuo previsto (o già incassato), il tuo codice ATECO per individuare il coefficiente di redditività e la gestione previdenziale di appartenenza.

Come funziona il regime forfettario: la logica del calcolo

Il forfettario non tassa il fatturato intero — tassa solo una percentuale, determinata dal coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. Se fatturi 40.000 euro con coefficiente 78% (consulenze/professionisti), il tuo reddito imponibile è 31.200 euro — il restante 22% viene considerato “costi forfettari” anche se non hai sostenuto spese reali per quell’importo.

Dal reddito imponibile si deducono i contributi INPS versati l’anno precedente, e sulla differenza si applica l’imposta sostitutiva (5% o 15%). Il risultato è una pressione fiscale effettiva che raramente supera il 30% del fatturato — contro il 45-55% del regime ordinario per redditi equivalenti.

I 6 coefficienti di redditività più comuni

Il coefficiente 78% si applica a professionisti, consulenti, freelance, sviluppatori, designer, formatori. Il 67% vale per commercio al dettaglio e artigianato. Il 40% per commercio alimentari e bevande. L’86% per gli intermediari del commercio. Il 62% per agenti e rappresentanti. Il 54% per il commercio ambulante alimentare. Il codice ATECO determina automaticamente il coefficiente — non puoi sceglierlo.

Gestione Separata vs Artigiani: quale conviene

La Gestione Separata INPS (26,07%) è obbligatoria per i professionisti senza cassa. Gli artigiani e commercianti pagano un contributo fisso minimo (~4.400 euro nel 2026) più una percentuale sull’eccedenza, con la possibilità di chiedere la riduzione del 35% riservata ai forfettari. Per fatturati sotto i 20.000 euro, la Gestione Separata costa meno perché non ha contributi fissi minimi. Sopra i 25.000 euro, gli artigiani con riduzione 35% iniziano a convenire.

Quando il forfettario NON conviene

Il forfettario non conviene in tre situazioni principali. La prima è quando hai molti costi deducibili reali (affitto studio, attrezzature, collaboratori) superiori alla percentuale forfettaria — in quel caso l’ordinario ti fa pagare meno. La seconda è quando lavori prevalentemente con un solo cliente che era il tuo ex datore di lavoro (causa ostativa). La terza è quando hai un reddito da dipendente superiore a 35.000 euro lordi — in quel caso non puoi proprio accedere al forfettario.

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Fonte esterna: Agenzia delle Entrate — regime forfettario

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