Q3 fiscale per PMI: luglio-settembre, la finestra d’oro che quasi nessuno usa. Il calcolo del previsionale per gli acconti di novembre (da fare con i dati reali dei 9 mesi, non a ottobre quando è tardi), la verifica degli investimenti in beni strumentali da anticipare, il check del welfare aziendale usato vs disponibile e…
Q2 fiscale per PMI: aprile-giugno, il trimestre più pesante. La decisione sugli utili in assemblea (con il calcolo dell’impatto sull’ACE), la valutazione finale del concordato preventivo biennale, le dichiarazioni integrative IVA entro aprile, la massimizzazione della compensazione a giugno e i conguagli fiscali dei dipendenti che nessuno pianifica nel flusso di cassa.
ACE e mini-IRES sono strumenti fiscali che quasi ogni PMI italiana conosce ma pochissime ottimizzano davvero. Come funzionano con i numeri reali, come si combinano tra loro, e soprattutto: le decisioni concrete da prendere entro settembre (distribuzione degli utili, acquisti di beni strumentali, piano degli acconti) che determinano il beneficio fiscale dell’intero anno.
Come aumentare il potere d’acquisto dei dipendenti con il welfare aziendale senza aumentare la RAL — e senza farli perdere i sussidi ISEE-dipendenti. Le soglie di esenzione 2026 (1.000 euro, 2.000 con figli), il risparmio contributivo per l’azienda (circa 60 euro al mese per dipendente rispetto all’aumento di RAL equivalente), la soglia di salvaguardia…
Q1 fiscale per PMI: le decisioni di gennaio-marzo che impostano l’anno. Verifica del regime fiscale (forfettario entrato o uscito automaticamente), ricognizione dei crediti tributari disponibili con piano di utilizzo sui picchi di giugno, decisione rimborso vs compensazione per il credito IVA, prima stima del reddito annuale e verifica del punteggio ISA. Checklist in 8…
Il calendario delle decisioni fiscali per PMI e datori di lavoro — non le scadenze da rispettare, ma le scelte da prendere nei mesi prima per trovarsi nella posizione migliore. Organizzato trimestre per trimestre: Q1 (regime e crediti), Q2 (saldi e distribuzione utili), Q3 (la finestra d’oro per gli acconti di novembre), Q4 (chiusura…
Il cuneo fiscale italiano supera il 45% del costo del lavoro: su 100 euro spesi dall’azienda, il dipendente ne riceve meno di 55. Come si calcola, cosa lo compone e i 4 strumenti legali per ridurlo: welfare esente, buoni pasto, premio di produzione all’1%, esoneri contributivi. Aggiornato maggio 2026.
Welfare o aumento di stipendio nel 2026? Il confronto preciso: con 2.000 euro di welfare esente ricevi il 100% del valore. Con 2.000 euro di aumento RAL ne ricevi circa 1.155 netti. Ma il welfare non contribuisce al TFR e ha soglie rigide. Quando conviene l’uno e quando l’altro — con i numeri aggiornati…
Le 10 domande più frequenti su welfare aziendale e fringe benefit 2026. Soglia 1.000 e 2.000 euro, cosa rientra, tassazione se superi il limite, buoni pasto, buoni acquisto, come proporlo al datore. Risposte aggiornate maggio 2026.
Confronta il valore netto di un aumento di stipendio vs lo stesso importo come fringe benefit esente. Con 2.000 € di welfare (con figli) ricevi 2.000 € netti — con lo stesso aumento RAL ne ricevi circa 1.100 €. Il calcolatore mostra il dettaglio lato dipendente e lato azienda. Aggiornato maggio 2026.