Q2 — Aprile-giugno: saldi IRES, distribuzione utili e concordato preventivo — come arrivarci preparati

Il secondo trimestre è il momento di maggiore pressione fiscale dell’anno per la maggior parte delle PMI. A giugno arriva il saldo IRPEF/IRES dell’anno precedente più il primo acconto di quello in corso — che sommati possono essere tre o quattro volte il versamento mensile ordinario. Se sei arrivato qui senza aver pianificato niente nel Q1, non è ancora troppo tardi per alcune cose. Se hai pianificato, adesso raccogli i frutti.

Aprile-maggio: le decisioni prima dei saldi di giugno

L’assemblea di bilancio e la decisione sugli utili

L’assemblea che approva il bilancio 2025 si tiene tipicamente tra aprile e giugno. La decisione principale che si prende in quella sede — distribuire o accantonare gli utili — ha conseguenze fiscali che vanno ben oltre l’anno in corso.

Distribuire gli utili riduce il patrimonio netto dell’azienda e quindi abbassa la base di calcolo dell’ACE per gli anni futuri. Su un utile di 150.000 euro distribuito interamente, si perde una deduzione ACE di circa 1.950 euro all’anno (150.000 × 1,3%) per ogni anno futuro in cui l’utile non è più in azienda. Sui 10 anni successivi, la perdita di deduzione vale circa 19.500 euro di base imponibile in meno — cioè circa 4.700 euro di IRES non pagata. Prima di distribuire, si fa questo conto?

Non si tratta di non distribuire mai — i soci hanno legittimamente bisogno di dividendi. Si tratta di decidere sapendo cosa si perde, non in automatico perché “si fa sempre così”.

La valutazione finale del concordato preventivo biennale

Se il CPB per il biennio corrente è ancora disponibile, la finestra di adesione si chiude tipicamente entro giugno-luglio (la data esatta viene fissata annualmente con provvedimento dell’AE). Con i dati del Q1 già disponibili e una stima ragionevole del reddito annuale, la decisione si può prendere in modo molto più informato rispetto a qualsiasi valutazione fatta a gennaio.

Il calcolo: confronta il reddito concordato proposto dall’AE con la tua stima del reddito effettivo 2026-2027. Se la stima è superiore alla proposta, il CPB conviene. Se è inferiore, non conviene. La guida completa con il calcolo per tre scenari diversi: Concordato preventivo biennale: cos’è e a chi conviene.

L’ultima finestra per alcune rettifiche IVA

La dichiarazione IVA annuale si presenta entro aprile. Se hai scoperto errori nella dichiarazione del 2025 — crediti non computati, detrazioni mancanti, operazioni classificate male — aprile è l’ultimo momento per presentare una dichiarazione integrativa a favore (che recupera crediti non dichiarati) senza costi aggiuntivi significativi. Dopo aprile si può ancora farlo, ma le procedure diventano più complesse.

Giugno: il mese più pesante — come arrivarci preparati

Il 30 giugno (prorogato spesso al 31 luglio per i soggetti con commercialista) è la scadenza del saldo IRPEF/IRES 2025 più il primo acconto 2026. Per una PMI con imposta complessiva di 80.000 euro: saldo 2025 (40% dell’imposta non già coperta dagli acconti di novembre) più primo acconto 2026 (40% dell’imposta 2025). Se hai già versato acconti corretti a novembre, il saldo può essere contenuto. Se hai versato con il metodo storico su un anno che poi è risultato migliore del previsto, il saldo sarà maggiore.

Massimizza la compensazione a giugno

Giugno è il momento in cui i crediti tributari mappati a gennaio producono il massimo beneficio. Usa il credito IVA annuale, le quote annuali dei crediti d’imposta disponibili, gli eventuali crediti IRES da acconti in eccesso — tutto in compensazione F24, riducendo l’uscita di cassa effettiva.

Se hai crediti che richiedono il visto di conformità, assicurati che sia apposto prima del versamento — un F24 con crediti soggetti a visto ma senza visto può essere scartato anche mesi dopo la presentazione, con le relative conseguenze.

I conguagli fiscali in busta paga

Per le aziende che elaborano le buste paga, il periodo aprile-luglio è quello dei conguagli fiscali — i risultati del 730 dei dipendenti si riversano in busta paga come rimborsi o trattenute aggiuntive. I rimborsi ai dipendenti vengono anticipati dall’azienda e poi recuperati dai versamenti IRPEF ritenute: questo significa che in giugno-luglio l’azienda può avere temporaneamente crediti ritenute significativi da compensare, ma anche uscite anticipate per rimborsi ai dipendenti.

Chi non lo pianifica nel flusso di cassa di maggio-giugno si trova con un mese di liquidità più bassa del previsto proprio nel momento peggiore dell’anno fiscale.

La checklist Q2 in 7 punti

Prima di chiudere il secondo trimestre: decisione sulla distribuzione utili presa con simulazione impatto ACE; valutazione finale CPB entro la scadenza di adesione; verifica dichiarazioni integrative IVA se necessario entro aprile; piano di compensazione per i pagamenti di giugno con tutti i crediti disponibili; verifica del visto di conformità per i crediti sopra soglia; piano di cassa per giugno che include i conguagli fiscali sui dipendenti; prima verifica degli investimenti in beni strumentali pianificati per il secondo semestre (per anticiparli se necessario).

Leggi gli altri satellite del calendario: Q1: le decisioni di gennaio-marzo · Q3: la finestra d’oro per gli acconti di novembre · Q4: acconti, chiusura e welfare last minute. Hub: Il calendario fiscale preventivo per PMI.

Fonti: DPR 917/1986 artt. 17, 110 (saldo e acconti IRPEF/IRES); DPR 633/1972 (IVA annuale e dichiarazioni integrative); D.L. 201/2011 (ACE e patrimonio netto); D.Lgs. 13/2024 (CPB, finestra di adesione). Aggiornato giugno 2026.

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