Q3 — Luglio-settembre: la finestra d’oro per gli acconti di novembre (e perché quasi nessuno la usa)

Luglio, agosto, settembre. Poche scadenze fiscali importanti, un po’ di respiro dopo il picco di giugno. È il trimestre che la maggior parte degli imprenditori e dei commercialisti usa per prendersi una pausa dalla fiscalità. È anche il trimestre in cui si perdono le opportunità più importanti dell’anno.

Quello che si decide nel Q3 determina l’importo degli acconti IRPEF/IRES di novembre — la seconda scadenza più pesante dell’anno. Chi ci pensa a ottobre ha già perso quasi tutte le leve. Chi ci pensa a settembre ha ancora tre mesi per agire.

La decisione chiave: metodo storico o previsionale per gli acconti di novembre?

Gli acconti IRPEF/IRES si calcolano in due modi. Il metodo storico: paghi il 100% dell’imposta dell’anno precedente (con alcune varianti a seconda del regime). Il metodo previsionale: paghi una stima dell’imposta che pagherai quest’anno, purché non scenda sotto il 90% dell’imposta effettiva finale.

La scelta tra i due metodi è libera, ma ha conseguenze concrete. Se il 2026 è un anno migliore del 2025, il metodo storico ti fa pagare meno (paghi sull’anno peggiore). Se il 2026 è peggiore del 2025, il metodo previsionale ti fa pagare meno (paghi sulla stima dell’anno corrente invece che sul dato storico più alto).

Il calcolo da fare a settembre: prendi i dati reali dei primi 9 mesi 2026 (ricavi, costi, margine), proietta l’anno completo con una stima ragionevole del Q4, calcola l’imposta 2026 stimata e confrontala con quella del 2025. Se la stima 2026 è inferiore alla 2025 di più del 10%, il previsionale conviene. Questo calcolo richiede un pomeriggio con il commercialista — non una settimana, non un mese.

Il rischio del previsionale: se stimi il reddito 2026 troppo basso e a consuntivo risulta più alto, paghi una penale del 3,75% sull’importo insufficiente (acconto inferiore al 90% dell’imposta effettiva). Per questo la stima va fatta con i dati reali dei 9 mesi, non con ottimismo. Un margine di sicurezza del 5-10% sopra la stima è prudente.

La verifica degli investimenti — settembre è l’ultimo momento utile

Per la mini-IRES e per i crediti d’imposta Industria 5.0, gli investimenti devono essere documentati nell’anno 2026. Un macchinario ordinato a dicembre e consegnato a gennaio 2027 non vale per il 2026. Un macchinario consegnato a ottobre 2026 e interconnesso al sistema aziendale entro il 31 dicembre vale.

Settembre è il momento in cui si pianificano gli acquisti del Q4 — sia per avere il tempo di scegliere bene il fornitore, sia per gestire i tempi di consegna e installazione, sia perché alcune procedure di interconnessione (obbligatorie per il credito Industria 5.0) richiedono documentazione tecnica che ha i suoi tempi.

La domanda da fare al commercialista a settembre: “Quanti investimenti devo fare entro fine anno per attivare la mini-IRES al pieno, e cosa conviene comprare?” Non è una domanda da fare a dicembre.

La verifica del welfare aziendale — quanto ne hai usato finora?

Le soglie di esenzione dei fringe benefit si azzerano al 31 dicembre. Nel 2026 la soglia generale è 1.000 euro per dipendente (2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico). Se a settembre un dipendente ha ricevuto 300 euro di benefit durante l’anno, ha ancora 700 euro di soglia disponibile — che se non si usa entro fine anno va persa.

Fare questo check a settembre permette di organizzare un piano di benefit per il Q4 — buoni spesa, rimborsi di utenze domestiche, buoni benzina, contributi per l’asilo nido — in modo ordinato, non nell’ultimo rush di dicembre quando la situazione è caotica.

Per i dipendenti con situazioni specifiche (nuovi assunti del 2026, dipendenti che hanno cambiato contratto), verifica anche la soglia del premio di produzione detassato all’1% — che ha requisiti propri su reddito del dipendente e accordi aziendali.

La revisione del piano di utilizzo dei crediti d’imposta

A settembre hai chiarezza su quanta parte dei crediti d’imposta pianificati a gennaio hai effettivamente usato nei primi 9 mesi. Se hai crediti residui significativi e le scadenze di novembre sono pesanti, hai ancora due mesi per pianificare la compensazione ottimale di novembre. Se invece hai usato più del previsto, verifica che non ci siano problemi di capienza — che la quota compensata nell’anno non superi i limiti previsti per quel credito specifico.

La checklist Q3 in 7 punti

Prima di chiudere il terzo trimestre: calcolo previsionale del reddito 2026 con i dati reali dei 9 mesi e decisione su metodo storico vs previsionale per gli acconti; verifica degli investimenti pianificati per Q4 con ordini già avviati; check del welfare aziendale usato vs disponibile per ogni dipendente; revisione del piano di utilizzo dei crediti d’imposta per novembre; verifica del punteggio ISA stimato 2026 e identificazione di operazioni da fare entro fine anno per migliorarlo; aggiornamento del piano di cassa per ottobre-novembre con le scadenze fiscali; prima verifica se ci sono debiti tributari o contributivi che conviene regolarizzare prima della chiusura dell’anno.

Leggi gli altri satellite del calendario: Q1: le decisioni di gennaio-marzo · Q2: saldi, distribuzione utili e concordato · Q4: acconti, chiusura e welfare last minute. Hub: Il calendario fiscale preventivo per PMI. Leggi anche: Acconti IRPEF/IRES: il calcolo previsionale passo per passo.

Fonti: DPR 917/1986 art. 110 (acconti IRPEF/IRES, metodo previsionale e storico); L. 208/2015 art. 1 cc. 182-191 (fringe benefit e welfare aziendale); L. 213/2023 (mini-IRES e requisito investimenti); Agenzia delle Entrate, guida agli acconti 2026. Aggiornato giugno 2026.

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