Q1 — Gennaio-marzo: le decisioni fiscali per impostare bene l’anno (e quelle che si perdono se si aspetta troppo)
Gennaio è il mese in cui la maggior parte delle PMI è ancora in recupero dalle scadenze di novembre e dicembre. L’anno fiscale appena chiuso va consuntivato, quello appena aperto va impostato. In mezzo a tutto questo, ci sono alcune decisioni che hanno una finestra temporale stretta e che se si perdono non si recuperano. Questa guida le mette in ordine di priorità.
Gennaio: le finestre che si chiudono
Verifica del regime fiscale — scadenza 31 dicembre già passata, ma i danni si riparano adesso
Il regime forfettario è entrato in vigore dal 1° gennaio per chi ne aveva i requisiti — e ne è uscito automaticamente per chi li ha persi nel 2025 (superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi). Se sei uscito dal forfettario senza saperlo, il danno è già fatto: sei in regime ordinario dal 1° gennaio e hai obblighi che non stai rispettando.
Cosa fare subito: verifica con il commercialista i ricavi 2025 definitivi e il regime applicabile al 2026. Se sei uscito dal forfettario, organizza la transizione al regime ordinario — apertura della contabilità, registrazione IVA, primo versamento IVA trimestrale o mensile da impostare. Non aspettare di scoprirlo quando arriva la prima scadenza.
Se invece sei entrato nel forfettario nel 2026 (ricavi 2025 sotto soglia), verifica che tutti i contratti con i clienti siano aggiornati — in forfettario non si addebita l’IVA, e le fatture devono riportare la dicitura corretta.
La ricognizione dei crediti tributari — falla subito, non ad aprile
Dopo la chiusura dell’anno precedente, il tuo commercialista ha il quadro completo di tutti i crediti tributari maturati: credito IVA annuale (risultante dalla dichiarazione IVA o dai versamenti periodici), crediti da bonus fiscali maturati nel 2025 (Industria 5.0, R&S, formazione 4.0), eventuali crediti IRES da acconti versati in eccesso rispetto all’imposta dovuta.
Questi crediti si mappano a gennaio, si pianificano a febbraio, si usano a giugno e novembre. Se li mappi ad aprile hai perso due mesi di pianificazione e probabilmente li userai in modo subottimale — pagando in cassa cose che potevi compensare. Il valore di questa operazione è spesso sottostimato: per una PMI con 50.000 euro di crediti tributari disponibili, usarli sui picchi di giugno invece che a pioggia durante l’anno può valere 2-3 mesi di alleggerimento della cassa.
Il credito IVA annuale — rimborso o compensazione?
Se la dichiarazione IVA 2025 (presentata a febbraio 2026) evidenzia un credito IVA significativo, hai due opzioni: riportarlo a compensazione per il 2026 o chiederlo a rimborso. La scelta non è automatica e dipende dalla previsione degli acquisti del 2026.
Se nel 2026 hai molti acquisti intracomunitari, investimenti rilevanti o operazioni che genereranno ulteriori crediti IVA, conviene richiedere il rimborso del credito 2025 — altrimenti si accumula un credito sempre più grande che non riesci a smaltire in compensazione. Se invece hai una struttura di acquisti/vendite equilibrata, la compensazione è più rapida e meno onerosa del rimborso (che può richiedere mesi e in certi casi una fideiussione bancaria).
Febbraio-marzo: la pianificazione strutturale
La prima stima del reddito annuale
A marzo hai i dati reali del primo trimestre e una visione ragionevole del pipeline per i trimestri successivi. È il momento di fare una prima stima del reddito 2026 — non per precisione assoluta, ma per capire l’ordine di grandezza. Questa stima è la base di tutto quello che segue: la valutazione del previsionale di novembre, la decisione sul CPB, la pianificazione degli investimenti.
Una stima fatta a marzo vale molto più di una fatta a settembre — non perché sia più precisa, ma perché dà sei mesi di tempo per agire in base a quello che si vede.
La verifica della posizione ISA
Il punteggio ISA dell’anno precedente è visibile sul cassetto fiscale e va letto con il commercialista. Un punteggio basso aumenta il rischio di accertamento e chiude la porta al CPB nelle condizioni più favorevoli. Se ci sono operazioni da fare entro fine anno per migliorare il punteggio (regolarizzazione di anomalie nei dati dichiarativi, correzione di incongruenze tra ricavi dichiarati e ricavi presunti), è meglio saperlo a marzo che a dicembre.
La pianificazione dei versamenti IVA periodici
Se sei in liquidazione mensile IVA, il 16 di ogni mese hai una scadenza. Se sei in liquidazione trimestrale, hai scadenze a maggio (Q1), agosto (Q2), novembre (Q3) e febbraio (Q4 + saldo annuale). La pianificazione di questi versamenti nel piano di cassa mensile sembra ovvia — ma molte PMI la fanno in modo reattivo invece che preventivo, con risultati prevedibili sulla cassa dei mesi di scadenza.
A febbraio, con i dati di gennaio già disponibili, è possibile stimare l’IVA dei prossimi due trimestri con buona approssimazione e inserirla nel piano di cassa. Se i numeri mostrano un picco insostenibile a maggio, hai ancora tre mesi per trovare le compensazioni appropriate.
La checklist Q1 in 8 punti
Prima di chiudere il primo trimestre, verifica di aver fatto queste 8 cose: verifica del regime fiscale 2026 e aggiornamento di tutti gli adempimenti conseguenti; ricognizione completa dei crediti tributari disponibili con piano di utilizzo sul 2026; decisione rimborso vs compensazione per il credito IVA annuale 2025; prima stima del reddito 2026 con i dati disponibili; lettura del punteggio ISA 2025 e identificazione di eventuali anomalie da correggere; impostazione del piano di cassa mensile con tutte le scadenze IVA del primo semestre; verifica che i contratti con clienti e fornitori siano aggiornati al regime fiscale in vigore; aggiornamento del piano di utilizzo dei crediti d’imposta pluriennali (Industria 5.0, R&S) coordinato con le scadenze di giugno.
Leggi gli altri satellite del calendario: Q2: saldi, distribuzione utili e concordato preventivo · Q3: la finestra d’oro per gli acconti di novembre · Q4: acconti, chiusura e welfare last minute. Hub: Il calendario fiscale preventivo per PMI.
Fonti: L. 190/2014 (regime forfettario e soglie); DPR 633/1972 (liquidazioni IVA periodiche); D.Lgs. 13/2024 (ISA e concordato preventivo biennale); DPR 917/1986 art. 110 (acconti). Aggiornato giugno 2026.