Cassa integrazione 2026: quando spetta, come si chiede e quanto dura — guida pratica per le aziende

A marzo 2026 sono state richieste 46,76 milioni di ore di cassa integrazione e solidarietà — in calo del 17% rispetto allo stesso mese del 2025, segno di un mercato del lavoro in miglioramento. Ma la CIG rimane uno degli strumenti più usati dalle aziende italiane per gestire le crisi senza licenziare.

Questa guida spiega quale tipo usare, quando, come si chiede e quanto costa all’azienda nel 2026.


Le tre tipologie: quale usare e quando

CIGO — Cassa Integrazione Ordinaria

Per chi: Aziende industriali manifatturiere, edili, estrattive, cooperative di produzione. Non include commercio, terziario, artigianato (che hanno il FIS).

Quando: Crisi temporanee e non imputabili all’azienda o ai lavoratori. Le causali ammesse:

  • Mancanza di commesse o calo temporaneo degli ordini
  • Avversità atmosferiche che impediscono la produzione
  • Carenza di materie prime non prevedibile
  • Guasti a macchinari o impianti
  • Crisi di mercato di breve durata

Tre condizioni obbligatorie che l’INPS verifica:

  1. Transitorietà: la situazione deve essere temporanea, con prospettiva di ripresa
  2. Non imputabilità: l’evento non deve essere causato da imperizia o negligenza dell’azienda
  3. Ripresa prevedibile: deve essere ragionevolmente prevedibile che l’attività riprenderà

Durata massima: 13 settimane continuative, prorogabili fino a 52 settimane in un biennio mobile per unità produttiva.

Requisito lavoratori: almeno 30 giorni di anzianità lavorativa nell’unità produttiva alla data della domanda. Eccezione: per eventi oggettivamente non evitabili (EONE — alluvioni, terremoti, blackout) il requisito non è richiesto.


CIGS — Cassa Integrazione Straordinaria

Per chi: Aziende con più di 15 dipendenti (media del semestre precedente la richiesta), nei settori: industria, commercio, artigianato con più di 50 dipendenti, agenzie di viaggio, partiti politici, aziende editrici, trasporto aereo e alcune altre categorie.

Quando: Situazioni strutturali che richiedono tempi più lunghi. Le causali:

  • Riorganizzazione aziendale — ristrutturazione, introduzione di nuove tecnologie, investimenti significativi
  • Crisi aziendale — difficoltà economico-finanziarie che richiedono un piano di risanamento
  • Contratto di solidarietà — riduzione concordata dell’orario per evitare licenziamenti
  • Cessazione dell’attività — solo in casi molto specifici, con accordo al MLPS

Durata massima per causale:

  • Riorganizzazione: 24 mesi in un quinquennio mobile
  • Crisi aziendale: 12 mesi (nuova autorizzazione non prima che siano trascorsi i 2/3 del periodo precedente)
  • Contratto di solidarietà: 24 mesi (fino a 36 in casi particolari)

Autorizzazione: il Ministero del Lavoro, non l’INPS sede locale.


FIS — Fondo di Integrazione Salariale

Per chi: Aziende con più di 5 dipendenti che non rientrano in CIGO o CIGS — tipicamente terziario, commercio, agenzie, studi professionali, servizi.

Quando: Le stesse causali della CIGO (eventi transitori) e, per le aziende sopra i 15 dipendenti, anche causali strutturali.

Durata massima: 26 settimane in un biennio mobile (per aziende 5-15 dipendenti), 52 settimane in un biennio (per aziende sopra 15).


L’importo che ricevono i lavoratori nel 2026

Indipendentemente dal tipo di CIG, i lavoratori ricevono:

Percentuale: 80% della retribuzione globale per le ore non lavorate

Massimale mensile 2026:

  • Retribuzioni fino a 2.321,77 euro: massimale 1.423,69 euro lordi (1.340,56 euro netti dopo trattenuta del 5,84%)
  • Retribuzioni superiori: massimale leggermente più alto — verifica con i limiti INPS aggiornati

Tredicesima e quattordicesima: non maturano durante i periodi di CIG a zero ore.

Contribuzione figurativa: i periodi di CIG sono coperti da contribuzione figurativa — i lavoratori continuano a maturare diritti pensionistici.


Il costo per l’azienda: contributo ordinario e addizionale

Contributo ordinario (sempre dovuto)

Ogni azienda che rientra nel campo della CIG paga un contributo ordinario mensile anche quando non usa la CIG. È parte della normale contribuzione previdenziale.

Tipicamente tra lo 0,90% e il 2,20% della retribuzione imponibile, variabile per settore.

Contributo addizionale (solo quando si usa la CIG)

Quando l’azienda effettivamente utilizza la CIG, scatta il contributo addizionale parametrato alle settimane di utilizzo:

UtilizzoAliquota standardAliquota ridotta*
Fino a 52 settimane nel quinquennio9%6%
Da 53 a 104 settimane nel quinquennio12%Non applicabile
Oltre 104 settimane nel quinquennio15%Non applicabile

Novità 2026 confermata: le imprese che non hanno utilizzato la CIG per almeno 24 mesi beneficiano della riduzione del contributo addizionale dal 9% al 6% per utilizzi fino a 52 settimane. Un incentivo concreto a usare la CIG solo quando davvero necessario.


La procedura: come si chiede la CIGO

La procedura ha tempi precisi — sforarli significa perdere il diritto alle prestazioni.

Passo 1 — Informazione preventiva ai sindacati Prima di attivare la CIGO, l’azienda deve comunicare preventivamente alle RSA/RSU aziendali (se esistenti) e alle associazioni sindacali territoriali:

  • Le cause della sospensione/riduzione
  • L’entità e la durata prevedibile
  • Il numero di lavoratori coinvolti

Passo 2 — Esame congiunto (se richiesto) I sindacati hanno 3 giorni per richiedere un esame congiunto. Se richiesto, si svolge entro i successivi 5 giorni. Non è necessario raggiungere un accordo — è sufficiente che la consultazione avvenga.

Passo 3 — Domanda INPS La domanda va presentata online su inps.it entro 15 giorni dall’inizio della settimana in cui è iniziata la sospensione (o dell’evento che l’ha causata). Questo termine è perentorio — una domanda tardiva perde le settimane precedenti.

Passo 4 — Autorizzazione INPS La sede INPS territorialmente competente valuta la domanda e autorizza (o rigetta) la CIG. Per la CIGO, l’autorizzazione è diretta dalla sede INPS (dal 2016 le commissioni provinciali sono state abolite).

Passo 5 — Pagamento Due modalità:

  • Conguaglio: l’azienda anticipa la CIG ai lavoratori e poi recupera dalla contribuzione dovuta
  • Pagamento diretto INPS: l’INPS paga direttamente ai lavoratori (richiede documentazione aggiuntiva — usato quando l’azienda è in difficoltà finanziaria)

La procedura per la CIGS: più complessa

La CIGS richiede una procedura sindacale nazionale più articolata, con accordo finale presso il Ministero del Lavoro. I tempi sono più lunghi (settimane, non giorni) e richiedono quasi sempre l’assistenza di un consulente del lavoro o avvocato specializzato.

Fasi principali:

  1. Comunicazione alle OO.SS. nazionali e territoriali
  2. Esame congiunto (entro 25 giorni dalla comunicazione)
  3. Accordo sindacale (non obbligatorio ma fortemente consigliato per la CIGS)
  4. Domanda al MLPS con programma di ristrutturazione/riorganizzazione
  5. Autorizzazione ministeriale
  6. Comunicazione INPS per il pagamento

Vietato lavorare durante la CIG (quasi sempre)

Durante la CIG, i lavoratori in sospensione a zero ore non possono lavorare per l’azienda. Se un lavoratore in CIG a zero ore lavora — anche solo per un’ora — l’INPS può revocare la CIG per quel lavoratore per l’intera settimana.

Eccezione importante: i lavoratori in CIG a orario ridotto (non a zero ore) possono continuare a lavorare nelle ore non sospese. E possono svolgere un secondo lavoro durante le ore sospese, ma devono comunicarlo preventivamente all’INPS. Se il reddito del secondo lavoro supera la CIG, la CIG cessa.


Il divieto di licenziamento durante la CIG

Durante il trattamento di integrazione salariale, vige il divieto di licenziamento per motivo oggettivo economico nella stessa unità produttiva. Sono però consentiti:

  • Licenziamenti per giusta causa (comportamento grave del lavoratore)
  • Licenziamenti per giustificato motivo soggettivo (inadempimento disciplinare)

Domande frequenti

Ho un’azienda commerciale con 8 dipendenti. Posso usare la CIG se perdo un cliente importante? Non la CIGO (riservata all’industria). Puoi usare il FIS (Fondo di Integrazione Salariale) — la procedura è analoga. Contatta l’INPS territoriale o un consulente del lavoro per valutare la causale più adatta.

Devo chiedere la CIG ma i sindacati non rispondono entro 3 giorni. Posso procedere ugualmente? Sì — la mancata risposta entro 3 giorni equivale a rinuncia all’esame congiunto. Documenta la comunicazione (raccomandata, PEC) e procedi con la domanda INPS.

Ho presentato la domanda un giorno dopo la scadenza dei 15 giorni. Perdo tutto? Perdi le settimane precedenti la presentazione della domanda. La CIG parte dalla settimana della domanda, non da quella in cui è iniziata la sospensione. Se hai iniziato il 1° giugno e presentato domanda il 20 giugno, le prime 2 settimane sono perse.


Fonti: D.Lgs. 148/2015, Circolare INPS n. 197/2015, Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025), Ministero del Lavoro, dati INPS marzo 2026. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

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