Comporto in scadenza e dipendente disabile: cosa deve fare il datore nel 2026 (e cosa non può permettersi di ignorare)

Il dipendente ha quasi esaurito il comporto. Il responsabile HR fa i conti e pensa: “Ancora qualche settimana e possiamo procedere al licenziamento.” Nel 2026, questo pensiero — senza i passaggi giusti — può costare la reintegra obbligatoria e un risarcimento integrale.

Tre sentenze della Cassazione tra gennaio e aprile 2026 hanno rivoluzionato le regole del comporto per i lavoratori disabili. Ignorarle è il rischio più costoso che un’azienda possa correre oggi.


Cosa è cambiato nel 2026: le tre sentenze da conoscere

Cassazione n. 170/2025: per il lavoratore disabile deve essere previsto un diverso periodo di comporto. Non si può applicare lo stesso limite del lavoratore non disabile senza valutare prima gli accomodamenti ragionevoli.

Cassazione n. 4623 del 2 marzo 2026: il silenzio del lavoratore sulla propria disabilità non riduce il risarcimento dovuto in caso di licenziamento discriminatorio. Il datore deve attivarsi proattivamente, verificando la situazione dai certificati medici disponibili.

Cassazione n. 8211 del 2 aprile 2026: il datore di lavoro non può giustificarsi dicendo “non sapevo della disabilità”. La conoscibilità — cioè il fatto che avrebbe potuto saperlo con un minimo di attenzione ai certificati medici — equivale alla conoscenza ai fini della responsabilità.


La checklist in 6 passi prima di procedere

Passo 1 — Ricalcola il comporto escludendo ciò che non va contato Prima di tutto: hai escluso dal conteggio i permessi Legge 104, i giorni INAIL, le assenze per maternità? Un solo giorno contato erroneamente rende il licenziamento prematuro e nullo. Rifai il calcolo da zero con il consulente del lavoro.

Passo 2 — Leggi tutti i certificati medici inviati Non le diagnosi — che non puoi conoscere per legge — ma le prognosi e le patologie indicate. Se emerge anche solo il sospetto di una condizione potenzialmente invalidante (patologie oncologiche, neurologiche, reumatologiche, psichiatriche), sei tenuto ad approfondire.

Passo 3 — Apri un confronto con il dipendente Convoca formalmente il dipendente (con preavviso scritto) per un colloquio. L’ordine del giorno: “Valutazione della situazione lavorativa e delle soluzioni organizzative disponibili.” In questa sede il dipendente può dichiarare la propria disabilità. Documenta tutto.

Passo 4 — Valuta gli accomodamenti ragionevoli disponibili Smart working, cambio mansioni, riduzione orario, adattamento postazione — qualsiasi soluzione che permetta al dipendente di continuare a lavorare compatibilmente con la sua condizione. La valutazione deve essere reale, non formale. Documenta le opzioni valutate e le ragioni per cui ciascuna è praticabile o non praticabile.

Passo 5 — Documenta per iscritto la valutazione Anche se non adotti nessun accomodamento (perché non esistono opzioni praticabili per quella mansione), la valutazione deve risultare da un documento scritto. Senza documentazione, in sede giudiziaria non esiste.

Passo 6 — Solo ora procedi con la comunicazione di scadenza del comporto Comunica per iscritto al dipendente la data esatta di scadenza del comporto e la data entro cui potresti procedere al licenziamento. Dagli la possibilità di richiedere aspettativa o ferie residue.


I 3 errori che trasformano un licenziamento legittimo in reintegra

Errore 1 — Conteggio errato che include giorni non computabili Se hai incluso permessi 104, giorni di infortuni INAIL o assenze per maternità nel comporto, il licenziamento è prematuro. È nullo. Il dipendente ha diritto alla reintegra più tutto lo stipendio arretrato.

Errore 2 — Nessun confronto con il dipendente prima del licenziamento Il Tribunale di Napoli (sentenza 29.05.2025) ha rigettato un ricorso per carenza probatoria: il lavoratore non aveva dimostrato il nesso tra assenze e disabilità. Ma questo non significa che il datore possa stare in silenzio — deve aprire il dialogo. Chi non lo apre si assume il rischio intero.

Errore 3 — Nessuna valutazione scritta degli accomodamenti Anche se la mansione è oggettivamente incompatibile con qualsiasi forma di adattamento, se non hai documentato questa valutazione, in giudizio non hai difesa. Il CTU nominato dal Tribunale valuterà la situazione e, senza la tua documentazione, valuterà solo a favore del dipendente.


Quanto costa sbagliare: il conto reale

Dipendente assunto prima del Jobs Act (2015) con più di 15 dipendenti: Reintegra obbligatoria + tutte le retribuzioni perse dalla data del licenziamento alla reintegra (spesso 18-36 mesi di stipendio). Per un dipendente con RAL di 30.000 euro: 45.000-90.000 euro di risarcimento, più le spese legali.

Dipendente assunto dopo il Jobs Act: Indennità risarcitoria da 6 a 36 mensilità in base all’anzianità. Per un dipendente con 8 anni di anzianità: fino a 20 mensilità = oltre 50.000 euro.

In entrambi i casi: restituzione delle somme già fruite di ticket NASpI, contributi, TFR. Un licenziamento sbagliato per comporto può costare all’azienda tra i 60.000 e i 120.000 euro in un colpo solo.


Domande frequenti

Il dipendente non mi ha mai detto di essere disabile. Ho davvero l’obbligo di verificare? Sì — dalla Cass. 4623/2026 e 8211/2026 il datore ha un obbligo proattivo di verifica. Il punto di partenza sono i certificati medici che il dipendente ti ha inviato nel tempo. Se contengono riferimenti a patologie potenzialmente invalidanti, sei tenuto ad aprire il confronto.

Se apro il colloquio e il dipendente nega di avere disabilità, sono tutelato? Sì — documenta il colloquio con una nota scritta. Se il dipendente nega la disabilità e poi in giudizio la dichiara, hai la prova che hai svolto il tuo dovere di dialogo attivo.

Ho proceduto al licenziamento senza questi passaggi. Cosa posso fare? Hai 30 giorni dalla lettera di licenziamento per revocarla unilateralmente senza conseguenze. Dopo, solo la transazione bonaria con il dipendente può evitare il contenzioso.


Fonti: Cass. n. 170/2025, Cass. n. 4623 del 2 marzo 2026, Cass. n. 8211 del 2 aprile 2026, Trib. Napoli 29.05.2025, Trib. Busto Arsizio 7 gennaio 2026. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

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