Contratto di solidarietà 2026: ridurre l’orario invece di licenziare — quando conviene e come funziona
Quando un’azienda ha troppo personale rispetto al lavoro disponibile, ha due strade principali: licenziare una parte dei dipendenti, oppure ridurre l’orario di tutti in modo che nessuno perda il posto. Il contratto di solidarietà percorre la seconda strada — e nella maggior parte dei casi è la scelta migliore, sia economicamente che dal punto di vista delle relazioni industriali.
Cos’è il contratto di solidarietà
Il contratto di solidarietà è un accordo tra l’azienda e i sindacati che prevede la riduzione dell’orario di lavoro di tutti (o parte) i dipendenti per evitare licenziamenti. A fronte della riduzione, l’INPS integra parte del reddito perso attraverso la CIGS.
Esistono due tipi:
Contratto di solidarietà difensivo (il più usato): L’azienda riduce l’orario per evitare o ridurre licenziamenti. Lo Stato integra parte del reddito perso con la CIGS.
Contratto di solidarietà espansivo: L’azienda riduce l’orario dei dipendenti esistenti per assumere nuovi lavoratori. Raramente usato in pratica.
Questa guida tratta il tipo difensivo.
Chi può usarlo
Requisiti aziendali:
- Aziende con più di 15 dipendenti (stessa soglia della CIGS)
- Appartenenti ai settori che rientrano nella CIGS (industria, commercio sopra 50 dipendenti, artigianato sopra 50 dipendenti, alcune altre categorie)
Requisiti dei lavoratori:
- Almeno 30 giorni di anzianità lavorativa
Quanto ricevono i lavoratori
I lavoratori coinvolti nel contratto di solidarietà ricevono:
- La retribuzione ridotta per le ore effettivamente lavorate
- L’80% della retribuzione persa per le ore non lavorate, fino al massimale CIGS (1.423,69 euro lordi/mese nel 2026)
Esempio pratico: Dipendente con stipendio mensile di 2.000 euro, orario ridotto del 30% (contratto di solidarietà).
Ore non lavorate: 30% dell’orario Retribuzione persa: 600 euro/mese Integrazione INPS (80%): 480 euro/mese Stipendio netto percepito: 1.880 euro/mese (invece di 1.400 euro senza integrazione)
Il costo per l’azienda si riduce drasticamente (risparmia il 30% del costo del lavoro) ma il lavoratore perde solo il 6% del netto.
La durata
La durata massima del contratto di solidarietà è:
- 24 mesi in un quinquennio mobile
- Fino a 36 mesi nei casi in cui l’accordo preveda percorsi formativi, riqualificazione o piani di recupero occupazionale specifici
Questa durata è più lunga della CIGO ordinaria (massimo 52 settimane) — è quindi lo strumento giusto per situazioni che richiedono una ristrutturazione prolungata.
La procedura: come si attiva
Passo 1 — Decisione aziendale e analisi L’azienda valuta quanta riduzione di orario è necessaria per evitare i licenziamenti. La riduzione deve essere proporzionale all’effettiva esubero di personale.
Passo 2 — Accordo sindacale Il contratto di solidarietà richiede un accordo sindacale — non basta la consultazione come per la CIGO. Le organizzazioni sindacali devono firmare l’accordo che stabilisce:
- Percentuale di riduzione dell’orario
- Lavoratori coinvolti (può essere parte del personale)
- Durata
- Eventuale formazione prevista
Passo 3 — Domanda al Ministero del Lavoro Poiché è una causale CIGS, la domanda va al Ministero del Lavoro (non alla sede INPS locale). Si presenta online sul portale del Ministero.
Passo 4 — Decreto ministeriale di autorizzazione Il Ministero emette il decreto di autorizzazione, che viene poi comunicato all’INPS per il pagamento.
Tempi totali: 4-8 settimane dalla firma dell’accordo all’autorizzazione ministeriale.
Contratto di solidarietà vs licenziamento collettivo: il confronto
Per un’azienda con 50 dipendenti che deve tagliare il 20% del costo del lavoro:
| Aspetto | Contratto solidarietà | Licenziamento collettivo |
|---|---|---|
| Lavoratori coinvolti | Tutti (riduzione orario 20%) | 10 licenziamenti |
| Costo contributi aggiuntivi | Contributo addizionale CIGS (6-15%) | Ticket NASpI (1.948 euro × 10 = 19.480 euro) |
| Tempi procedura | 4-8 settimane | 75+ giorni (consultazione sindacale obbligatoria) |
| Reversibilità | Alta (si riprende l’orario pieno) | Bassa (difficile riassumere) |
| Clima aziendale | Preservato (nessuno perde il posto) | Danneggiato |
| Know-how aziendale | Preservato | Perso con chi viene licenziato |
| Trattamento lavoratori | Conservano il contratto e i diritti | Perdono il posto |
In quasi tutti i casi in cui la difficoltà è temporanea e reversibile, il contratto di solidarietà è superiore al licenziamento collettivo.
Quando NON conviene il contratto di solidarietà
Il contratto di solidarietà non è la soluzione giusta quando:
- La crisi è strutturale e definitiva: se l’azienda deve chiudere un ramo o ridurre permanentemente l’organico, 24 mesi di orario ridotto rimandano solo il problema
- La riduzione necessaria è superiore al 60% dell’orario: oltre questa soglia, l’INPS tende a considerare più appropriata la CIG a zero ore
- I lavoratori da ridurre appartengono a profili specifici non distribuibili: se si devono tagliare solo certi reparti, il licenziamento selettivo è più chirurgico
Domande frequenti
Ho 20 dipendenti in un’azienda commerciale. Posso usare il contratto di solidarietà? Sì, ma il commercio accede alla CIGS solo sopra i 50 dipendenti. Con 20 dipendenti, la tua azienda commerciale non rientra nella CIGS. Hai però il FIS (Fondo di Integrazione Salariale) — verifica se contempla la causale di riduzione orario.
I sindacati non vogliono firmare l’accordo. Posso procedere ugualmente? No — il contratto di solidarietà richiede l’accordo sindacale, non la semplice consultazione. Senza firma, non si può attivare. In alternativa, valuta la CIG ordinaria per causale di crisi (che non richiede accordo).
Durante il contratto di solidarietà posso assumere nuovo personale? Dipende. In linea generale, assumere mentre si è in contratto di solidarietà è problematico perché contraddice la giustificazione della riduzione. Valuta caso per caso con un consulente del lavoro.
Fonti: D.Lgs. 148/2015 (artt. 21-22), Ministero del Lavoro CIGS, Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025). Ultimo aggiornamento: maggio 2026.