Contributi INPS artigiani e commercianti 2026: importi fissi, aliquote e come ridurli legalmente

I contributi INPS per artigiani e commercianti sono tra gli oneri più significativi per le piccole imprese italiane. Nel 2026 gli importi sono stati rivalutati. Conoscerli con precisione permette di pianificare la liquidità e valutare le opzioni di riduzione disponibili.


Le aliquote 2026

CategoriaAliquotaUnder 21
Artigiani24%15,6% (riduzione 35%)
Commercianti24,48% (incluso 0,48% IVS)15,91%

Le aliquote si applicano sul reddito d’impresa fino al massimale annuo. Sulla parte eccedente il minimale e fino al massimale si applica l’aliquota piena.


Il minimale e il massimale 2026

Minimale 2026: Il reddito minimo su cui si calcolano i contributi, indipendentemente dal reddito effettivo:

  • Artigiani: minimale reddituale 18.555 euro × 24% = 4.453 euro circa
  • Commercianti: minimale reddituale 18.555 euro × 24,48% = 4.544 euro circa

Anche se guadagni 5.000 euro in un anno, paghi il minimale pieno — che è circa 4.450-4.540 euro. Questo è il “costo fisso” dell’iscrizione alla gestione artigiani/commercianti.

Massimale 2026: circa 113.520 euro di reddito. Sopra questa soglia non si versano contributi aggiuntivi (il contributo è “cappato”).


Le scadenze dei versamenti 2026

I contributi si versano in quattro rate:

  • 16 maggio 2026 — prima rata del saldo 2025 + acconto 2026 (40%)
  • 20 agosto 2026 — seconda rata acconto 2026 (20%)
  • 16 novembre 2026 — terza rata acconto 2026 (20%)
  • 16 gennaio 2027 — quarta rata a saldo

Come si versano: tramite modello F24, con i codici tributo specifici per artigiani (3111, 3112, 3113) o commercianti (3121, 3122, 3123).


La riduzione del 35% per under 21

I collaboratori artigiani o commercianti con meno di 21 anni compiuti beneficiano di una riduzione del 35% sull’aliquota contributiva. Le aliquote diventano:

  • Artigiani under 21: 15,60%
  • Commercianti under 21: 15,91%

Questa riduzione è automatica — non richiede domanda. Cessa al compimento del 21° anno.


Come ridurre i contributi legalmente

Opzione 1 — Passare al regime forfettario I forfettari con Gestione Separata versano una percentuale inferiore (circa 26,23% sulla base imponibile forfettaria, che è già ridotta dal coefficiente di redditività). In molti casi conviene rispetto alla gestione artigiani/commercianti.

Opzione 2 — Riduzione contributi per pensionati già titolari I pensionati che proseguono l’attività da artigiani o commercianti hanno una riduzione del 50% sui contributi. Richiede comunicazione all’INPS.

Opzione 3 — Ottimizzare la scadenza delle rate La rateizzazione dei contributi è fissa — ma si può richiedere la rateizzazione del saldo in caso di difficoltà economiche, evitando sanzioni.


Contributi e deducibilità

I contributi INPS versati dalla gestione artigiani/commercianti sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF — sia nel regime ordinario che nel forfettario.

Questo significa che ogni 1.000 euro di contributi versati riducono la base IRPEF di 1.000 euro, con un risparmio fiscale di 230-430 euro a seconda dello scaglione.


Domande frequenti

Sono artigiano e nel 2025 ho guadagnato solo 12.000 euro. Devo comunque pagare 4.450 euro di contributi? Sì — il minimale è fisso indipendentemente dal reddito effettivo. È il “costo fisso” dell’iscrizione. Se guadagni meno del reddito minimale, paghi comunque l’importo fisso.

Posso non iscrivermi alla gestione artigiani e usare la Gestione Separata? No — se eserciti un’attività artigiana o commerciale in forma individuale, l’iscrizione alla rispettiva gestione INPS è obbligatoria. La Gestione Separata è per collaboratori e chi non ha un’altra cassa previdenziale.


Fonti: Legge 233/1990, Circolare INPS n. 28 del 2026 (importi 2026), portale INPS. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *