La filiera del controllo fiscale: dall’avviso bonario all’accertamento — cosa succede davvero nel 2026
Quando l’Agenzia delle Entrate ti contatta, non è mai casuale. C’è una filiera precisa di controlli che segue un ordine logico — dal più automatico al più invasivo. Capire dove sei in questa filiera cambia completamente la strategia da adottare.
Il primo livello: liquidazione automatica delle dichiarazioni (art. 36-bis)
Ogni anno, dopo la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, l’Agenzia esegue una liquidazione automatica: un sistema informatico controlla la congruenza matematica dei dati dichiarati, verifica le ritenute certificate dai sostituti d’imposta, controlla i versamenti effettuati.
Non è un accertamento — è un controllo puramente formale. Se emergono discrepanze (un calcolo sbagliato, una rata di acconto non versata, una detrazione dichiarata ma non supportata dalla CU), l’Agenzia emette una comunicazione di irregolarità — il cosiddetto avviso bonario.
Cosa fare: quasi sempre conviene pagare entro 30 giorni con la sanzione ridotta a un terzo. Il totale è quasi sempre inferiore a qualsiasi alternativa. Se ritieni che la comunicazione sia sbagliata, puoi contestarla chiamando il numero indicato o andando in ufficio.
Il secondo livello: controllo formale delle dichiarazioni (art. 36-ter)
Più approfondito del 36-bis, il controllo formale riguarda specificamente le detrazioni e deduzioni dichiarate: l’Agenzia ti chiede di esibire i documenti che le giustificano (scontrini medici, ricevute, contratti). Non è ancora un accertamento nel merito — verifica solo che i giustificativi esistano.
I tempi: l’Agenzia può fare questo controllo entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Se hai detratto spese mediche nel 730/2025 (redditi 2024), il controllo formale può arrivare fino al 31 dicembre 2027.
Cosa fare: conserva sempre la documentazione delle detrazioni per almeno 5 anni. Se arriva la richiesta, rispondi nei termini indicati (di solito 30 giorni) con tutta la documentazione disponibile.
Il terzo livello: gli accertamenti veri e propri
Gli accertamenti sono atti impositivi con cui l’Agenzia ridetermina il reddito o l’IVA dichiarati. Esistono diverse tipologie:
Accertamento analitico: l’Agenzia esamina voce per voce le entrate e le uscite dichiarate e contesta quelle non supportate da documentazione adeguata.
Accertamento sintetico (redditometro): l’Agenzia stima il reddito in base alle spese e agli investimenti sostenuti — se le spese sono incompatibili con il reddito dichiarato, presume redditi non dichiarati. Si applica quando le spese superano di oltre il 20% il reddito dichiarato.
Accertamento induttivo: per chi non ha la contabilità in regola o la contabilità è inattendibile. L’Agenzia ricostruisce il reddito con metodi statistici e presuntivi.
Studi di settore / ISA (Indici Sintetici di Affidabilità): per le Partite IVA, gli ISA calcolano un punteggio di affidabilità fiscale da 1 a 10. Un punteggio basso non è causa automatica di accertamento, ma aumenta la probabilità di essere selezionati per i controlli.
I termini di decadenza: quando l’Agenzia non può più accertare
L’Agenzia non può accertare per sempre. I termini di decadenza sono fondamentali da conoscere:
Dichiarazione presentata: l’accertamento deve essere notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Per i redditi 2020 (dichiarati nel 2021), il termine scade il 31 dicembre 2026.
Dichiarazione omessa: il termine si allunga a sette anni dal periodo d’imposta a cui si riferisce la violazione.
Con violazione penale: i termini raddoppiano — 10 anni per omessa dichiarazione, 8 anni per dichiarazione infedele.
Guida completa con tabella: Termini di decadenza fiscale: la tabella completa 2026.
Come nasce un accertamento: le fonti informative dell’Agenzia
L’Agenzia non agisce a caso — gli accertamenti nascono da fonti informative precise:
Controlli incrociati: confronto tra i dati dichiarati e quelli comunicati da banche, intermediari, datori di lavoro, enti previdenziali. L’Anagrafe dei Rapporti Finanziari raccoglie tutti i movimenti bancari.
Segnalazioni esterne: dalla Guardia di Finanza, da altri enti pubblici, da privati (denunce, esposti).
DAC7 e scambio automatico di informazioni: le piattaforme digitali trasmettono i dati dei venditori. Guida: DAC7: contestazione redditi da piattaforme.
Analisi del rischio: algoritmi che incrociano migliaia di variabili e selezionano i contribuenti con maggiore probabilità di evasione.
Il diritto al contraddittorio preventivo
Dal 2024, grazie al D.Lgs. 219/2023, prima di emettere qualsiasi accertamento l’Agenzia deve convocarti per il contraddittorio preventivo. Hai 60 giorni per presentare le tue osservazioni. Se l’Agenzia emette l’atto senza rispettare questa procedura, l’atto è annullabile.
Guida completa: Statuto del Contribuente riformato: contraddittorio preventivo e diritti.
Guida hub: Difenditi dal Fisco: la guida completa 2026.
Leggi anche: Ravvedimento operoso 2026 — Avviso bonario: come rispondere — Accertamento con adesione.
Fonti: artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973; art. 43 DPR 600/1973 (termini decadenza); D.Lgs. 219/2023 (Statuto contribuente). Articolo informativo. Aggiornato giugno 2026.