FAQ Detrazioni Ristrutturazione 2026: bonus 50%, 36%, bonifico e documenti
Nel 2026 la detrazione è del 50% per la prima casa e del 36% per la seconda casa e altri immobili, su un tetto massimo di spesa agevolabile di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si ripartisce in 10 rate annuali di pari importo. Calcola la tua detrazione esatta con il calcolatore ristrutturazione.
Il bonifico parlante è un bonifico bancario o postale specifico per detrazioni fiscali che deve contenere: la causale con riferimento all’art. 16-bis DPR 917/1986; il codice fiscale del beneficiario della detrazione; la partita IVA o codice fiscale dell’impresa che riceve il pagamento. Le banche online hanno quasi sempre un modulo precompilato “bonifico ristrutturazione” che inserisce automaticamente la causale corretta. Senza bonifico parlante la detrazione è persa. Leggi come compilarlo senza errori.
Rientrano gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali. Esempi: rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico o idraulico, realizzazione scale interne, soppalchi, apertura nuove porte/finestre, consolidamento strutturale, abbattimento barriere architettoniche. La manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione pavimenti senza modifica) è detraibile solo sulle parti comuni condominiali, non sulla singola unità.
La capienza fiscale è la quantità di IRPEF lorda che devi pagare in un anno. Le detrazioni possono solo ridurre l’IRPEF dovuta — non generano un credito rimborsabile (salvo rare eccezioni). Se la rata annua di detrazione è di 3.000 euro ma la tua IRPEF lorda è solo 2.000 euro, perdi 1.000 euro di detrazione ogni anno — per sempre, senza poterla recuperare negli anni successivi. Il calcolatore verifica automaticamente la capienza e ti avvisa se è insufficiente.
No, dal 2025 cessione del credito e sconto in fattura sono stati definitivamente eliminati per le nuove ristrutturazioni ordinarie (art. 121 DL 34/2020 non più applicabile). L’unica opzione è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi — 10 rate annuali. Questo significa che serve capienza IRPEF sufficiente per 10 anni e che l’intero importo dei lavori va pagato al momento dell’esecuzione. Fanno eccezione solo le operazioni in edilizia popolare e gli interventi per superamento barriere architettoniche (75%).
Sì, la detrazione spetta non solo al proprietario ma anche a chi detiene un diritto reale sull’immobile (usufruttuario, nudo proprietario) o a chi lo occupa legalmente: inquilino con contratto regolare, comodatario con comodato registrato, familiare convivente del proprietario. L’importante è che il soggetto che detrae sia quello che effettua e paga i lavori con il bonifico parlante a proprio nome.
Sì, ma è subordinato. Il bonus mobili (50% su un tetto di 5.000 euro) è attivabile solo se è in corso una ristrutturazione sullo stesso immobile. I lavori devono essere iniziati prima dell’acquisto dei mobili. Rientrano mobili (letti, armadi, tavoli, divani) e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A per forni, E per lavatrici e asciugatrici, F per frigoriferi. Il pagamento può avvenire con bonifico, carta di debito o carta di credito — non con assegno o contanti.
La comunicazione ENEA è obbligatoria entro 90 giorni dalla fine dei lavori per gli interventi che comportano risparmio energetico: sostituzione infissi, caldaie, pompe di calore, installazione pannelli solari, cappotto termico, e anche per acquisto di elettrodomestici collegati al bonus mobili. Si trasmette online sul portale bonuscasa.enea.it. La mancata comunicazione può comportare la perdita della detrazione.
Se vendi l’immobile, le rate residue di detrazione passano automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo nell’atto di vendita. Se vuoi conservare la detrazione anche dopo la vendita, devi inserire una clausola specifica nel rogito che preveda espressamente che il venditore mantiene il diritto alle rate residue. In caso di successione, le rate residue passano all’erede che detiene materialmente l’immobile. Leggi tutti i requisiti del bonus ristrutturazione.