Fondi interprofessionali 2026: come usare lo 0,30% già versato all’INPS per formare i dipendenti gratis
Ogni azienda con dipendenti versa all’INPS uno 0,30% della retribuzione lorda come contributo per la formazione continua. Lo versano tutte le aziende, ogni mese, da anni. La maggioranza non lo sa. E quindi non lo recupera.
I fondi interprofessionali servono esattamente a questo: raccogliere quello 0,30% e restituirlo alle aziende sotto forma di formazione finanziata. Non è un bando competitivo. Non è una gara. È un diritto già pagato.
Cos’è lo 0,30%
Lo 0,30% della retribuzione imponibile di ogni dipendente viene versato all’INPS come contributo per la formazione continua (articolo 118 Legge 388/2000). Se l’azienda non aderisce a nessun fondo interprofessionale, quei soldi restano all’INPS e finanziano genericamente il sistema formativo nazionale.
Se invece l’azienda aderisce a un fondo interprofessionale, lo 0,30% viene “distaccato” dall’INPS al fondo — che lo usa per finanziare i piani formativi delle aziende aderenti.
Importante: l’azienda continua a versare lo 0,30% all’INPS come sempre. Non cambia nulla nel pagamento. Cambia a chi va quel denaro.
I principali fondi interprofessionali
In Italia ci sono oltre 20 fondi interprofessionali, ciascuno dedicato a specifici settori o categorie. I più rilevanti:
| Fondo | Settore/Categoria | Aziende aderenti |
|---|---|---|
| Fondimpresa | Industria (Confindustria + CGIL/CISL/UIL) | Oltre 130.000 |
| Fondirigenti | Dirigenti di industria | Manager |
| Fon.Coop | Cooperative | Cooperative |
| Fondo Artigianato Formazione (FAF) | Artigianato | PMI artigiane |
| Fondosviluppo | PMI di Confapi | PMI |
| Fondo.Form | Commercio (Confcommercio) | Commercio e servizi |
| Fon.Ter. | Turismo, Terziario (Confesercenti) | Settore turistico |
| For.Te | Terziario, commercio, turismo | Ampio spettro |
| FormaTemp | Lavoratori somministrati | Agenzie lavoro |
| Fondir | Dirigenti terziario | Manager commercio |
Come funziona il finanziamento
Il meccanismo dei fondi interprofessionali opera attraverso due strumenti principali:
Strumento 1 — Conto formazione (aziendale)
Ogni anno, una quota dello 0,30% versato dall’azienda viene accumulata in un conto di proprietà dell’azienda (o del sistema di imprese nel caso di accordi territoriali). L’azienda può usare queste risorse per finanziare i propri piani formativi.
Come si accede: l’azienda presenta un piano formativo al fondo, con descrizione dei corsi, lavoratori coinvolti, obiettivi e costi previsti. Il fondo valuta e, se approvato, anticipa o rimborsa le spese.
Quando conviene: aziende di dimensioni medio-grandi che versano somme significative (es. 50 dipendenti × 2.000 euro mensili × 0,30% = 300 euro/mese × 12 = 3.600 euro/anno sul conto).
Strumento 2 — Avvisi pubblici (catalogo formativo)
I fondi pubblicano periodicamente avvisi pubblici attraverso cui le aziende possono partecipare a piani formativi preconfezionati o presentare piani condivisi con altre imprese del settore.
Quando conviene: piccole imprese che non accumulano abbastanza nel conto individuale.
Quanto spetta ogni anno: il calcolo
Il contributo annuo di un’azienda al fondo dipende dal numero di dipendenti e dalla retribuzione media:
Formula: numero dipendenti × retribuzione mensile lorda media × 0,30% × 12 mesi
Esempi pratici:
| Dipendenti | RAL media | Versamento annuo al fondo |
|---|---|---|
| 5 | 25.000 euro | 375 euro |
| 20 | 28.000 euro | 1.680 euro |
| 50 | 30.000 euro | 5.400 euro |
| 100 | 32.000 euro | 11.520 euro |
Queste somme si accumulano ogni anno nel conto formazione dell’azienda. Non si perdono alla fine dell’anno — restano disponibili per i piani formativi successivi.
Come aderire: la procedura
Passo 1 — Scegliere il fondo Ogni azienda può aderire a un solo fondo (non si può essere iscritti a più fondi contemporaneamente per le stesse tipologie di dipendenti). La scelta dipende dal settore di appartenenza e dalle opportunità formative che ciascun fondo offre.
Passo 2 — Comunicare l’adesione all’INPS L’adesione avviene tramite la sezione dedicata del modello di pagamento UNIEMENS. Il datore inserisce il codice del fondo scelto nella sezione “Matricola INPS”. Dal mese successivo, lo 0,30% viene inviato al fondo invece che all’INPS.
Passo 3 — Attendere l’accumulo Le risorse si accumulano nel conto formazione. I fondi comunicano periodicamente il saldo disponibile.
Passo 4 — Presentare il piano formativo Quando si decide di formare i dipendenti, si presenta il piano al fondo seguendo le procedure specifiche del fondo scelto.
Cambiare fondo: quando e come
Le aziende possono cambiare fondo interprofessionale in qualsiasi momento, ma le risorse accumulate nel fondo precedente non si trasferiscono — restano nel fondo di origine, disponibili per un certo periodo prima di essere devolute ai piani settoriali.
Prima di cambiare fondo, verifica:
- Il saldo disponibile nel fondo attuale
- I tempi entro cui usarlo
- Se ci sono piani formativi in corso che potresti perdere
Fondi interprofessionali + FNC + Credito 4.0: la combinazione ottimale
Questi tre strumenti coprono voci diverse e sono cumulabili — usarli insieme massimizza il beneficio:
| Strumento | Cosa copre |
|---|---|
| Fondi interprofessionali | Costo del corso (docente, materiali, aula) |
| Fondo Nuove Competenze | Costo del personale nelle ore di formazione (60% retribuzione + 100% contributi) |
| Credito d’imposta formazione 4.0 | % delle spese ammissibili (se la formazione è su tecnologie 4.0) |
Esempio: corso di AI applicata alla produzione per 10 operai, 40 ore ciascuno.
- Costo del corso (docente 8.000 euro): coperto dai fondi interprofessionali
- Costo del personale (18 euro/ora × 400 ore = 7.200 euro): rimborso FNC (60% + contributi) ≈ 5.500 euro
- Credito d’imposta formazione 4.0 (40% delle spese rimanenti): ulteriore recupero
- Costo netto per l’azienda: quasi zero
Linee guida recenti: Fondoformazione 2026
Con l’avviso del 14 maggio 2026, l’INPS ha chiarito come aderire a Fondoformazione (il fondo paritetico interprofessionale per le imprese artigiane di Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI) dopo il riconoscimento ministeriale. L’iscrizione produce effetti dal mese successivo alla comunicazione nel modello UNIEMENS.
Domande frequenti
Ho 3 dipendenti. Vale la pena aderire a un fondo interprofessionale? Sì — anche con pochi dipendenti, le risorse accumulate nel tempo possono finanziare corsi utili. Soprattutto usando gli avvisi pubblici del fondo, che non richiedono accumulo elevato. Il versamento avviene comunque — meglio che vada al fondo che all’INPS generico.
Posso finanziare corsi per i dirigenti con i fondi interprofessionali standard? Dipende dal fondo. Alcuni fondi come Fondimpresa coprono anche quadri e dirigenti; altri (Fondirigenti) sono specifici per i soli dirigenti. Verifica le regole del fondo a cui sei iscritto.
Il fondo può finanziare anche la formazione obbligatoria sulla sicurezza? Sì — a differenza del FNC, i fondi interprofessionali possono finanziare anche corsi obbligatori sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008), purché inseriti in un piano formativo più ampio.
Fonti: art. 118 L. 388/2000, Regolamento CE 68/01, INPS avviso Fondoformazione 14 maggio 2026, portale ANPAL, siti ufficiali dei fondi. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.