Errore sul fringe benefit in busta paga: come correggerlo e recuperare le imposte pagate in eccesso

Hai controllato la busta paga e trovi che i benefit sono stati tassati quando non avrebbero dovuto esserlo — o che il software ha sommato importi che non andavano sommati. Non sei solo: è uno degli errori più frequenti nella gestione delle paghe.


I 4 errori più frequenti nella gestione dei fringe benefit

Errore 1 — Benefit sommati erroneamente Il software ha sommato alla soglia fringe benefit i buoni pasto — che invece hanno disciplina separata. Risultato: soglia apparentemente superata, tutto tassato.

Errore 2 — Mancata dichiarazione figli a carico Il dipendente ha figli fiscalmente a carico (soglia 2.000 euro) ma non ha consegnato la dichiarazione al datore → software applica soglia 1.000 euro → benefit oltre 1.000 euro tassati.

Errore 3 — CCNL non aggiornato nel software Dopo un rinnovo contrattuale, il software non è stato aggiornato e ha calcolato il valore imponibile su basi errate.

Errore 4 — Benefit di fine anno caricati nell’anno sbagliato I benefit erogati entro il 12 gennaio si considerano competenza dell’anno precedente (cassa allargata). Se il software li ha imputati all’anno corrente invece del precedente, il saldo può risultare errato.


Come si corregge: la procedura

Se l’errore è rilevato prima di dicembre: Il conguaglio di fine anno (dicembre o gennaio) corregge automaticamente la tassazione. Segnala l’errore all’ufficio paghe prima di novembre per avere il tempo di includerlo nel conguaglio.

Se l’errore è rilevato dopo la CU: Puoi recuperare le imposte pagate in eccesso nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). I benefit tassati erroneamente vanno indicati nel quadro RC con le deduzioni/detrazioni correttive.

Come segnalare al datore: Scrivi all’ufficio paghe (meglio per iscritto, via email) indicando:

  • Il mese/periodo in cui si è verificato l’errore
  • Il tipo di benefit coinvolto
  • Il calcolo corretto che ritieni si dovesse applicare

La richiesta di rimborso all’Agenzia delle Entrate

Se l’errore non viene corretto dal datore, puoi richiedere il rimborso direttamente all’AdE tramite il modello 730 — indicando nella sezione ritenute i valori corretti.

Fonti: art. 51 TUIR, Circolare AdE n. 4/E 2025. Aggiornamento: maggio 2026.

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