Iperammortamento e Industria 5.0 nel 2026: maxi-deduzioni sui beni strumentali — guida pratica aggiornata

Dal 1° gennaio 2026 il sistema degli incentivi per i beni strumentali è cambiato strutturalmente. I crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 nella forma tradizionale sono stati progressivamente superati e sostituiti da un sistema basato sull’iperammortamento — maxi-deduzioni fiscali invece di crediti d’imposta diretti.


Il nuovo iperammortamento 2026: struttura base

L’iperammortamento 2026 consente alle imprese di dedurre fiscalmente una percentuale del costo dei beni strumentali superiore al costo effettivo. In pratica: compri un macchinario da 100.000 euro, ma lo deduci come se costasse 280.000 euro (180% di majorazione).

Le aliquote di maggiorazione per fascia di investimento:

Fascia di investimentoMaggiorazioneBase ammortizzabile
Fino a 2,5 milioni180%Costo × 2,80
Da 2,5 a 10 milioni100%Costo × 2,00
Da 10 a 20 milioni50%Costo × 1,50

Esempio: PMI che investe 500.000 euro in un centro di lavoro CNC a controllo numerico (Allegato A).

  • Maggiorazione 180%: 500.000 × 1,80 = 900.000 euro aggiuntivi ammortizzabili
  • Totale base ammortizzabile: 1.400.000 euro
  • Risparmio IRES (24%): 900.000 × 24% = 216.000 euro in meno di tasse

Requisiti obbligatori per l’iperammortamento

1. Beni dell’Allegato A (ex Piano 4.0): I beni devono rientrare negli elenchi dell’Allegato A alla Legge 232/2016 — macchinari interconnessi, robot collaborativi, stampanti 3D, sistemi per la qualità, sistemi di monitoraggio, software integrati, ecc.

2. Origine Made in EU/SEE (novità 2026): I beni devono essere prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. Beni di origine extra-UE (Cina, USA, Giappone) non sono ammissibili.

3. Interconnessione obbligatoria: I beni devono essere interconnessi al sistema gestionale dell’impresa (MES, ERP) tramite protocolli di comunicazione standard. L’interconnessione deve essere certificata.

4. Perizia tecnica asseverata (per beni oltre 300.000 euro): Perizia di un perito iscritto o attestazione di conformità del produttore.


Le 3 comunicazioni GSE obbligatorie

A differenza del vecchio credito d’imposta, l’iperammortamento richiede comunicazioni preventive e consuntive tramite la piattaforma GSE (Gestore Servizi Energetici):

Comunicazione 1 — Preventiva: prima di effettuare l’ordine del bene. Descrive il progetto di investimento.

Comunicazione 2 — Conferma ordine: dopo aver accettato l’ordine dal fornitore e versato un acconto minimo del 20%. Devono passare almeno 20% di caparra.

Comunicazione 3 — Completamento: entro il 15 novembre 2028 per gli investimenti del periodo agevolato. Attesta l’avvenuta interconnessione dei beni.


Piano Transizione 5.0: lo stato nel 2026

Il Piano Transizione 5.0 — che aggiungeva requisiti di risparmio energetico al 10% per accedere ad aliquote ancora più elevate — ha esaurito le proprie risorse nel 2025 e opera in una fase di incertezza nel 2026.

Le aziende che avevano già avviato comunicazioni Transizione 5.0 nel 2025 possono completare gli investimenti. Nuove comunicazioni Transizione 5.0 nel 2026 sono possibili ma soggette alla disponibilità di nuove risorse, non ancora confermata alla data di questo articolo.

Il consiglio pratico: per investimenti del 2026, pianifica sull’iperammortamento (più stabile). Se il Piano 5.0 viene rifinanziato, valuta la transizione.


Domande frequenti

Ho ordinato un macchinario CNC tedesco a febbraio 2026 senza fare la comunicazione GSE preventiva. Posso ancora accedere all’iperammortamento? Dipende dal timing. La comunicazione preventiva deve precedere l’ordine. Se hai già ordinato senza comunicazione GSE, il bene potrebbe non essere agevolabile. Consulta immediatamente un commercialista specializzato per valutare le opzioni.

Un macchinario cinese con software italiano è ammissibile? No — il requisito Made in EU/SEE riguarda il bene nel suo complesso, non solo il software. Un macchinario prodotto in Cina non è ammissibile, indipendentemente dal software installato.


Fonti: Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), Legge 232/2016 (Allegato A), portale GSE, Decreto Direttoriale GSE 2026. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

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