Non riesco a pagare i contributi INPS da artigiano: le 4 opzioni concrete prima che arrivi l’ipoteca
I contributi INPS per artigiani e commercianti sono inesorabili: anche se guadagni zero, il minimale è circa 4.450-4.540 euro all’anno. Se non paghi, le sanzioni si accumulano (30% di mora immediata + interessi di legge), e dopo 6 mesi l’INPS può iscrivere ipoteca sugli immobili. Ma prima che si arrivi a quel punto, ci sono opzioni concrete.
Opzione 1 — Rateizzazione INPS
Puoi chiedere la rateizzazione dei contributi arretrati direttamente all’INPS. La domanda si presenta online su inps.it → “Rateizzazione debiti contributivi”.
Condizioni:
- Fino a 12 rate mensili senza documentazione aggiuntiva
- Fino a 24 rate con documentazione della situazione economica difficile
- Tasso di interesse applicato sulle rate: 5,5% annuo (2026)
Come si fa: accedi a MyINPS, cerca la sezione contributi, verifica il debito totale e richiedi il piano. La prima rata è solitamente richiesta entro 30 giorni dalla concessione.
Opzione 2 — Sospensione temporanea per crisi
Se la tua attività è in crisi documentabile (calo del fatturato superiore al 30%, malattia grave, eventi calamitosi), puoi richiedere la sospensione temporanea dei versamenti contributivi.
Come si richiede: domanda alla sede INPS territoriale con documentazione della crisi (estratto conto bancario, dichiarazione del commercialista, documentazione sanitaria). L’INPS valuta caso per caso.
Durata: massimo 12 mesi. I contributi sospesi restano dovuti — vengono solo posticipati.
Opzione 3 — Rottamazione o definizione agevolata
Se hai debiti contributivi pregressi iscritti a ruolo (cartelle esattoriali), verifica se rientrano in eventuali rottamazioni o definizioni agevolate attive. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione pubblica periodicamente queste misure.
Attenzione: la rottamazione copre le sanzioni e gli interessi di mora — il capitale dovuto rimane intero. Ma la riduzione degli accessori può essere significativa.
Opzione 4 — Chiusura della posizione e cancellazione dall’albo
Se l’attività non è più sostenibile, la chiusura formale (cancellazione dall’albo degli artigiani o dal Registro delle Imprese) blocca l’accumulo di nuovi contributi dalla data di cancellazione. I debiti precedenti rimangono, ma almeno non si accumulano nuovi.
Come si chiude: comunicazione alla Camera di Commercio di cessazione dell’attività. L’INPS riceve la comunicazione automaticamente e blocca l’iscrizione dalla data di cessazione.
Cosa NON fare
Non ignorare le comunicazioni INPS. Ogni lettera non risposta accelera il processo di riscossione forzata. Rispondere — anche per dire che non puoi pagare e chiedere la rateizzazione — ferma l’iter.
Non aspettare la cartella esattoriale per agire. La rateizzazione è più semplice prima che il credito passi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Fonti: Legge 233/1990, Circolare INPS n. 28/2026, portale INPS. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.