Sospetto abuso dei permessi 104: cosa può fare il datore (e cosa assolutamente non può fare)
Un dipendente prende i permessi Legge 104 ogni venerdì. Un altro li usa sempre la settimana di ferie dei colleghi. Un terzo è stato visto al mercato mentre assisteva il familiare. Come HR manager o imprenditore, hai il diritto di verificare — ma con limiti precisi che, se violati, ti espongono a un rischio peggiore dell’abuso stesso.
Cosa puoi fare: i controlli legittimi
1. Richiedere documentazione delle attività di assistenza Puoi chiedere al dipendente di produrre documentazione che attesti le attività di assistenza svolte nei giorni di permesso contestati: ricevute di farmaci, prenotazioni mediche, attestati di strutture frequentate dal familiare assistito, dichiarazioni di servizi domiciliari.
La richiesta deve essere:
- Specifica per i giorni contestati (non generica per tutti i permessi)
- Formulata per iscritto
- Con un termine ragionevole per rispondere (tipicamente 10-15 giorni)
2. Verificare la coerenza con la situazione del familiare assistito Hai diritto di verificare che il familiare per cui vengono richiesti i permessi abbia la Legge 104 attiva e che non sia ricoverato permanentemente (in quel caso i permessi cessano). Puoi chiedere all’INPS la conferma della titolarità.
3. Contestazione disciplinare se la documentazione è assente o incoerente Se il dipendente non produce documentazione o produce qualcosa di palesemente incoerente, puoi avviare la procedura disciplinare prevista dal CCNL, contestando specificamente l’utilizzo improprio dei permessi.
Cosa NON puoi fare: i limiti invalicabili
Non puoi negare i permessi “in attesa di chiarimenti” I permessi devono essere concessi se il dipendente ha il riconoscimento INPS. Non puoi sospendere la concessione in via preventiva perché hai sospetti. Concedi prima, verifica dopo.
Non puoi sorvegliare il dipendente durante il permesso La Cassazione n. 26514/2024 ha stabilito che i controlli sull’utilizzo dei permessi 104 sono legittimi ma non possono violare la privacy del dipendente o del familiare assistito. Non puoi seguire il dipendente, non puoi installare dispositivi di localizzazione, non puoi mandare investigatori privati al domicilio del familiare.
Non puoi escludere i permessi dal calcolo dei premi di produzione Escludere i giorni di permesso 104 dalla presenza che incide sui premi è condotta discriminatoria confermata dalla giurisprudenza recente.
Non puoi rendere pubblica internamente la situazione Se apri un’indagine disciplinare, non comunicarla ai colleghi. La privacy del dipendente e del familiare assistito è protetta.
La procedura corretta in caso di sospetto abuso
Fase 1 — Raccolta documentale silenziosa Prima di fare qualsiasi mossa, raccogli tutti gli elementi disponibili: i giorni di permesso richiesti, la cadenza (sistematicamente lunedì/venerdì?), eventuali segnalazioni di colleghi, eventuali post sui social del dipendente che mostrano attività incompatibili con l’assistenza.
Fase 2 — Richiesta formale di documentazione Lettera formale al dipendente che chiede documentazione delle attività di assistenza per i giorni specifici contestati. Non citare “sospetto di abuso” — chiedi la documentazione come verifica ordinaria.
Fase 3 — Valutazione della risposta Se il dipendente produce documentazione coerente: archivia. Se non produce nulla o produce qualcosa di palesemente falso: procedi con la contestazione disciplinare.
Fase 4 — Contestazione disciplinare Lettera di contestazione specifica, con i giorni contestati e la motivazione. Il dipendente ha diritto di rispondere entro il termine CCNL (solitamente 5-10 giorni). Dopo la risposta: comminazione della sanzione (dalla sospensione al licenziamento per giusta causa, a seconda della gravità).
Quando il licenziamento per abuso è legittimo
La Cassazione ha confermato che l’utilizzo dei permessi 104 per scopi diversi dall’assistenza è grave inadempimento contrattuale che può giustificare il licenziamento per giusta causa.
I casi confermati dalla giurisprudenza:
- Dipendente in permesso 104 trovato a lavorare presso un altro datore
- Dipendente in permesso 104 che svolge attività sportiva agonistica incompatibile con l’assistenza
- Dipendente il cui familiare era ricoverato permanentemente durante i permessi richiesti
- Dipendente che ha dichiarato false presenze assistenziali documentate poi come false
La prova richiesta: deve essere oggettiva e documentata. Non basta il sospetto o la segnalazione di un collega — serve prova concreta dell’assenza di attività assistenziale.
Fonti: Cass. n. 26514/2024, Legge 104/1992, Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), portale INPS. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.