ZES Unica Mezzogiorno 2026: credito d’imposta fino al 60% sugli investimenti — aliquote, domanda e scadenze

La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato il credito d’imposta ZES Unica fino al 31 dicembre 2028. Per il 2026 la dotazione è di 2,3 miliardi di euro — la più alta mai stanziata. Ma la finestra per presentare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate si è aperta il 31 marzo e si chiude il 30 maggio. Chi non ha ancora presentato la comunicazione preventiva rischia di perdere l’accesso all’agevolazione per l’anno in corso.


Cos’è la ZES Unica

Dal 1° gennaio 2024, le 8 precedenti Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno sono state unificate nella ZES Unica, che comprende le zone assistite delle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, e — nelle aree specificamente mappate — Abruzzo, Marche e Umbria.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta proporzionale al costo degli investimenti realizzati in strutture produttive localizzate nelle zone ammissibili.


Le aliquote 2026: tabella per regione e dimensione

RegioneGrande impresaMedia impresaPiccola impresa
Calabria, Campania, Puglia, Sicilia40%50%60%
Basilicata, Molise, Sardegna30%40%50%
Abruzzo e zone sisma15%25%35%
Taranto (Just Transition)50%60%70%
Sulcis-Iglesiente50%60%70%
Marche e Umbria (zone sisma)10%20%30%

Attenzione al riparto proporzionale: le aliquote indicate sono quelle teoriche massime. Se il totale delle richieste supera la dotazione disponibile (2,3 miliardi), l’AdE applica una percentuale di riparto che riduce il credito effettivo. Per il 2025, la percentuale effettiva applicata è stata del 60,38% delle aliquote nominali. Per il 2026 la percentuale sarà comunicata a febbraio 2027, dopo la comunicazione consuntiva.


Cosa si può acquistare: investimenti ammissibili

Beni strumentali nuovi:

  • Macchinari, impianti e attrezzature di fabbrica nuovi
  • Hardware e software strumentali all’attività produttiva
  • Beni 4.0 (con interconnessione — cumulabile con iperammortamento)

Beni immobili strumentali:

  • Acquisto di terreni (entro il 50% del valore complessivo dell’investimento)
  • Acquisto, costruzione o ampliamento di fabbricati strumentali (entro il 50%)
  • Anche immobili già usati da terzi sono ammissibili

Limiti:

  • Investimento minimo per progetto: 200.000 euro
  • Investimento massimo per progetto: 100 milioni di euro

Non ammissibili: beni destinati alla vendita, materiali di consumo, investimenti in settori esclusi (siderurgia, carbone, energia elettrica, finanza, assicurazioni, trasporti di base).


Requisito fondamentale: il progetto di investimento iniziale

Gli investimenti devono far parte di un progetto di investimento iniziale, che può consistere in:

  • Creazione di un nuovo stabilimento
  • Ampliamento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente
  • Diversificazione della produzione
  • Cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo

Non rientra il semplice acquisto di macchinari di sostituzione senza ampliamento o diversificazione.


La procedura 2026: due comunicazioni obbligatorie

Comunicazione 1 — Preventiva (31 marzo – 30 maggio 2026): Tramite il modello approvato dall’AdE con Provvedimento del 30 gennaio 2026, inviato telematicamente, indicando:

  • Ammontare degli investimenti già sostenuti dal 1° gennaio 2026
  • Ammontare degli investimenti che si prevede di sostenere entro il 31 dicembre 2026
  • Codice tributo: 7034

A pena di decadenza: chi non presenta la comunicazione preventiva entro il 30 maggio 2026 non può accedere al credito d’imposta per l’anno 2026.

Comunicazione 2 — Consuntiva (3 – 17 gennaio 2027): Dopo aver realizzato gli investimenti, si trasmette la comunicazione definitiva con le spese effettive sostenute e la documentazione (fatture elettroniche ricevute nel SDI, certificazione del revisore per importi superiori a 300.000 euro).


Certificazione del revisore: quando è obbligatoria

Per investimenti superiori a 300.000 euro, è obbligatoria una certificazione rilasciata da un soggetto iscritto nella sezione A del registro dei revisori contabili (revisore legale), che attesta:

  • L’effettivo sostenimento delle spese
  • La corrispondenza alla documentazione contabile

Per investimenti fino a 300.000 euro: autocertificazione del legale rappresentante.


Come si usa il credito: F24 dal 2027

Il credito d’imposta viene utilizzato in compensazione tramite modello F24 — non prima della comunicazione consuntiva di gennaio 2027 e non prima della ricezione della seconda ricevuta di conferma dell’AdE.

Codice tributo: 7034

Vincolo di permanenza: le imprese beneficiarie devono mantenere la propria attività nella ZES Unica per almeno 5 anni dopo il completamento dell’investimento. La cessazione dell’attività o il trasferimento dei beni fuori dalla ZES comporta la revoca del credito.


Cumulabilità: la combinazione più potente al Sud

La ZES Unica è cumulabile con:

  • Iperammortamento 2026-2028 (per beni 4.0 interconnessi)
  • Nuova Sabatini (contributo sugli interessi del finanziamento bancario)
  • Smart&Start Italia (per startup innovative al Sud)
  • Esonero contributivo under 35 (maggiorazione 650 euro/mese in ZES)

Per una piccola impresa in Campania che investe 500.000 euro in macchinari 4.0:

  • ZES: 60% × 500.000 = 300.000 euro di credito (teorico, poi ripartito)
  • Iperammortamento: deducibilità maggiorata del 180% sul costo
  • Il vantaggio combinato può avvicinarsi al 100% del costo netto dell’investimento

Domande frequenti

La mia azienda ha sede a Milano ma voglio aprire uno stabilimento in Campania. Posso accedere alla ZES? Sì — l’agevolazione segue la struttura produttiva, non la sede legale. Un’impresa del Nord che investe al Sud accede alla ZES per gli investimenti effettuati nella struttura meridionale.

Ho perso la scadenza del 30 maggio. Posso ancora accedere al credito 2026? No — la comunicazione preventiva entro il 30 maggio è a pena di decadenza. Puoi però programmare gli investimenti 2027 e presentare la comunicazione preventiva nella finestra che aprirà nel 2027.

L’immobile che voglio acquistare vale il 60% dell’investimento complessivo. È ammissibile? No — il valore dei terreni e fabbricati non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato. Devi ribilanciare il progetto aumentando la quota di beni strumentali.


Fonti: DL 124/2023 (art. 16), Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, artt. 438-443), Provvedimento AdE 30 gennaio 2026, Struttura di Missione ZES, Agenzia delle Entrate risposta n. 25/2026. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

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