Quando aprire una SRL conviene davvero per un freelance o professionista: il calcolo che nessuno ti fa
La SRL viene evocata come il passo successivo naturale per il freelance o il consulente che cresce. “Sopra un certo reddito conviene la SRL” — lo sentono dire dai colleghi, lo leggono online, a volte lo suggerisce il commercialista. Il problema è che “un certo reddito” rimane vago, e il calcolo reale di convenienza viene raramente fatto con i numeri in mano. Questa guida lo fa, con tre scenari concreti, includendo tutti i costi nascosti che quasi nessuna trattazione menziona.
Il confronto corretto: non tra aliquote, tra netto finale
L’errore più frequente nel valutare la SRL è confrontare l’aliquota IRES (24%) con l’aliquota marginale IRPEF (43%). Il confronto è vero ma parziale — e porta a conclusioni sbagliate se ci si ferma lì.
La SRL paga l’IRES al 24% sull’utile. Ma per estrarre quell’utile e portarlo in tasca come persona fisica, si deve distribuirlo come dividendo — e il dividendo paga un’ulteriore ritenuta del 26% come reddito di capitale. L’effetto combinato: su 100 euro di utile lordo in SRL, si pagano 24 euro di IRES, restano 76 euro, su cui si paga 26% di ritenuta dividendi = 19,76 euro. Netto in tasca: 56,24 euro su 100. Pressione fiscale complessiva: 43,76%.
In regime ordinario con P.IVA, la pressione IRPEF marginale al 43% è simile — ma senza la doppia tassazione (non si paga prima l’IRES e poi la ritenuta sui dividendi, si paga direttamente l’IRPEF). Il vantaggio della SRL emerge solo quando non si distribuisce l’utile — si lascia nella società per reinvestirlo. In quel caso si paga solo il 24% di IRES e l’utile cresce dentro la SRL senza ulteriore tassazione immediata.
I costi nascosti della SRL che la maggior parte delle guide non menziona
Prima di fare il calcolo di convenienza, vanno quantificati i costi fissi di gestione di una SRL che non esistono con la P.IVA ordinaria.
Costi di costituzione: notaio (1.500-3.000 euro), registro imprese (200-300 euro), capitale minimo (1 euro per SRL semplificata, ma alcune banche richiedono almeno 10.000 euro per aprire il conto). Una tantum, ma va considerato.
Costi annuali fissi: commercialista per bilancio societario (1.500-3.500 euro annui, significativamente più del forfettario), deposito bilancio alla Camera di Commercio (200-400 euro), diritto camerale annuale (100-200 euro), revisore contabile se applicabile. Totale costi fissi annui di gestione: 2.000-4.500 euro a seconda del volume di operazioni.
La contribuzione del socio amministratore: se si è l’unico socio e si gestisce la SRL come amministratore, si deve iscrivere all’INPS Gestione Separata sul compenso da amministratore (o alla Gestione Commercianti se l’attività lo richiede). Non si “esce” dai contributi INPS aprendo una SRL — si spostano su una base diversa.
La complessità amministrativa: assemblei soci, verbali, libri sociali, adempimenti societari — tutti richiedono tempo (proprio o del commercialista) che ha un costo opportunità.
Il calcolo per tre scenari concreti
Scenario A — Utile lordo 60.000 euro, distribuzione totale
Con P.IVA ordinaria: IRPEF su 60.000 euro (ipotizzando 10.000 euro di costi deducibili, reddito netto 50.000 euro): circa 15.000 euro di IRPEF + 6.500 euro di Gestione Separata. Netto: 38.500 euro.
Con SRL, distribuzione totale: IRES 24% su 60.000 = 14.400 euro. Utile post-IRES = 45.600. Dividendo al socio: ritenuta 26% = 11.856 euro. Netto: 33.744 euro. Più costi fissi SRL: 35.000 – 3.000 = circa 30.700 euro netti. In questo scenario la P.IVA ordinaria è significativamente migliore.
Scenario B — Utile lordo 120.000 euro, distribuzione del 50%
Con P.IVA ordinaria: IRPEF su reddito netto di 100.000 euro (stimando 20.000 di costi): circa 36.000 euro di IRPEF + 13.000 di Gestione Separata. Netto: 51.000 euro.
Con SRL, distribuzione 50%: IRES 24% su 120.000 = 28.800. Utile post-IRES = 91.200. Dividendo del 50% = 45.600. Ritenuta 26%: 11.856. Netto dividendo: 33.744. Il 50% non distribuito (45.600) rimane in SRL. Totale netto immediato: 33.744 – costi SRL 3.000 = circa 30.744. Più il patrimonio accumulato in SRL (45.600) che potrà essere distribuito negli anni successivi o reinvestito. In questo scenario l’efficienza dipende da quando si vuole il denaro.
Scenario C — Utile lordo 200.000 euro, reinvestimento prevalente
Con utili elevati che si intende reinvestire nell’attività (acquisto di asset, assunzione di collaboratori, sviluppo commerciale), il vantaggio della SRL diventa reale: si paga solo il 24% di IRES sull’utile invece del 43% di IRPEF marginale, e il capitale rimasto in azienda (76% dell’utile) può finanziare la crescita. Su 200.000 euro di utile, la differenza tra IRES (48.000) e IRPEF (86.000) è 38.000 euro che rimangono nella SRL invece di andare allo Stato. Su 5-10 anni, questo effetto di accumulo è molto significativo.
Quando la SRL conviene davvero: i tre criteri
Distillando i calcoli, la SRL conviene quando si verificano almeno due dei tre criteri seguenti.
Criterio 1 — Utile lordo superiore a 80.000-100.000 euro annui.** Sotto questa soglia, i costi fissi di gestione erodono quasi interamente il vantaggio fiscale.
Criterio 2 — Reinvestimento prevalente degli utili. Se si distribuisce tutto ogni anno, la doppia tassazione (IRES + ritenuta dividendi) annulla il vantaggio. Se si reinveste almeno il 50-60%, il vantaggio si materializza progressivamente.
Criterio 3 — Struttura multi-socio o separazione patrimonio personale/aziendale. La SRL ha senso quando c’è un’esigenza di separazione patrimoniale reale (responsabilità limitata), quando ci sono più soci con ruoli e compensi da formalizzare, o quando si pianifica una cessione societaria futura che può avere un trattamento fiscale più favorevole rispetto alla cessione del solo avviamento di una P.IVA.
Leggi anche nel cluster: La mappa delle soglie di convenienza — Uscita dal forfettario — Gestione Separata INPS — Forfettario, ISEE e mutuo.
Fonti: DPR 917/1986 art. 73 (IRES 24%); art. 47 e 27 DPR 600/1973 (ritenuta dividendi 26%); L. 27/2012 (SRL semplificata); pratiche di mercato su costi di gestione SRL (fonte: ordini dottori commercialisti, 2025). Aggiornato giugno 2026.